Miglior accordo di tutti i tempi raggiunto dagli Stati Uniti con l’Iran o una sconfitta strategica per Washington? Le valutazioni cambiano a seconda degli osservatori, ma è comunque chiaro che i punti di domanda non mancano. Da una parte l’Iran sembra aver ottenuto importanti concessioni sia a livello di sanzioni alleggerite sia per quanto riguarda il suo programma nucleare, dall’altra ha preso pochi impegni a parte la riapertura al traffico lo stretto di Hormuz. Invece, per gli Stati Uniti gli obiettivi annunciati all’inizio degli scontri militari non sono stati raggiunti, per esempio il porre fine ai programmi missilistici dell’Iran, eppure i negoziati previsti potrebbero aprire le porte a migliori relazioni con la nuova dirigenza iraniana. C’è poi l’incognita degli effetti di questo accordo su Israele, sia per la politica interna che quella estera.
A Modem ne discutono:
Riccardo Alcaro, direttore delle ricerche dell’Istituto affari internazionali di Roma
Nima Baheli, giornalista e analista geopolitico italo-iraniano
Daniel Bettini, responsabile della redazione esteri del quotidiano israeliano Yediot Ahronot
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