Si compatta il fronte internazionale contro l’invasione dell’Ucraina ordinata dal presidente russo Vladimir Putin. 84 paesi e 13 organizzazioni internazionali hanno denunciato l’invasione russa. La risposta più dura arriva dall’UE: Bruxelles ha deciso di armare la resistenza degli ucraini, ha chiuso i cieli ai voli commerciali dalla Russia e ha messo al bando i media pro-Cremlino. Immediata la reazione di Putin, che arriva addirittura a brandire la minaccia nucleare.
Sul terreno intanto non prosegue come previsto “l’operazione” voluta da Mosca. Imprevisti logistici e resistenza ucraina rallentano l’avanzata. Ma una lunghissima colonna di mezzi militari russi si dirigerebbe in queste ore verso Kiev, da dove il sindaco dice “Siamo circondati, impossibile l’evacuazione di civili”. Poche, pochissime le speranze per i colloqui bilaterali tra Russia e Ucraina che potrebbero svolgersi nelle prossime ore a ridosso del confine con la Bielorussia. Lo spazio per le trattative o un cessate-il-fuoco sembra esiguo. Il rischio è che le armi di Putin continuino a colpire sempre più l’Ucraina.
L’unica “arma” di UE e USA restano le sanzioni. La Svizzera, che le aveva adottate parzialmente, in queste ore potrebbe cambiare idea: il presidente Ignazio Cassis ha definito “molto probabile” un allineamento al resto delle misure decise da europei ed americani. Intanto la società civile si mobilita; anche in Ticino si raccolgono aiuti umanitari e qualcuno partirà con mezzi propri per andare a consegnarli in Ucraina.
Di una crisi dall’andamento imprevedibile ma comunque pericolosa e parliamo oggi a Modem con:
Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa;
Francesco Battistini, inviato del Corriere in collegamento da Kiev;
Luciano Bozzo, direttore del Centro studi strategici e internazionali dell’Università di Firenze;
Rosalba Castelletti, inviata di Repubblica in collegamento da Mosca;
Marco Chiesa, Consigliere agli Stati UDC, TI;
Antonio Mele, professore di finanza all’USI e allo Swiss Finance Institute;
Tomas Miglierina, corrispondente RSI a Bruxelles;
Alessandro Orsini, direttore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss University;
Marco Romano, Consigliere nazionale PPD, TI;
Natalia Vassalli, cittadina ucraina di Capolago che partirà per portare aiuti al confine.
Un reportage dell’inviato RSI, Pierre Ograbek, con un responsabile della Difesa Territoriale di Leopoli, che prova a fermare l’avanzata dell’esercito russo.
Modem su Rete Uno alle 8.30, in replica su Rete Due alle 18.30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay
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