Pensate all’ultima volta che siete andati dal dentista. E al conto che avete pagato. Quasi sicuramente lo avete pagato tutto voi, di tasca vostra. Perché in Svizzera i denti, stranamente, non fanno parte della sanità che ci assicuriamo: stanno fuori dalla cassa malati, fuori dalla solidarietà, ma ben dentro il portafoglio di ciascuno. In Ticino questa spesa vale circa 160 milioni di franchi l’anno. E oltre il 90% lo pagano direttamente le famiglie. Il 14 giugno i ticinesi decideranno però se cambiare questo sistema. L’iniziativa “Per il rimborso delle cure dentarie”, sostenuta dalla sinistra, dal mondo sindacale e da alcuni operatori del settore chiede infatti di iscrivere nella Costituzione cantonale un principio: che curarsi i denti sia un diritto, garantito da un’assicurazione obbligatoria, pagata un po’ da tutti in base al reddito. Un autogol costoso, rispondono i contrari, con tutto il fronte borghese schierato insieme a Governo, associazioni economiche e un altro fronte di attori del settore. Lo spauracchio: fino a 150 milioni di franchi all’anno di nuovi prelievi, per un sistema che già funziona bene. A Modem ne discutiamo con:
Patrick Rusconi, granconsigliere PLR e relatore messaggio maggioranza (in presenza)
Danilo Forini, granconsigliere PS e vicepresidente commissione sanità e sicurezza sociale (in presenza)
Interventi registrati di due dentisti: Nancy Lunghi (favorevole) e Lorenzo Reali (contrario)
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