Dopo nove anni, Donald Trump è tornato a Pechino in veste di presidente degli Stati Uniti. Ci era già stato nel 2017. Da allora la posizione degli Stati Uniti è però cambiata parecchio, a tal punto che ora la Cina considera il proprio rapporto con la prima potenza mondiale in termini sostanzialmente paritari. Il presidente cinese Xi Jinping sa che gli Stati Uniti, aprendo il conflitto con l’Iran, si sono messi nei pasticci da soli. Anche per questo ha chiesto a Trump un atteggiamento meno rigido in difesa dell’indipendenza di Taiwan, un’isola che dopo il vertice di questi ultimi due giorni guarda ora con accresciuta preoccupazione al proprio futuro. Ma nella due giorni di Pechino sono stati affrontati anche altri problemi: le rivalità commerciali, la questione delle terre rare, di cui la Cina detiene un quasi monopolio a livello mondiale, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le sfide legate alle nuove tecnologie.
Ma cosa resta ora di questo vertice? E quali le possibili relazioni future tra le prime due potenze mondiali? Con quali conseguenze per gli equilibri internazionali? Questi alcuni degli interrogativi che affronteremo con:
Lorenzo Lamperti, collaboratore RSI dall’Asia
Mario Del Pero, docente di storia internazionale e di storia degli Stati Uniti a Science Po a Parigi
Alessandro Giraudo, professore di geopolitica delle materie prime e di gestione dei rischi all’istituto INSEEC di Parigi
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