Edizione del 09.10.2019

Un Nobel spaziale

Sono stati i primi a scoprire, 24 anni fa, un pianeta esterno al sistema solare (esopianeta) e che quindi ruota attorno ad una stella diversa dal sole. Il 51 Pegasi b, in orbita attorno alla stella 51 Pegasi, nella costellazione di Pegaso, è stato il primo di una lunga serie di esopianeti scoperti da due scienziati elvetici. Proprio per quella scoperta, sono stati premiati con il Nobel per la Fisica 2019, unitamente al ricercatore canadese James Peebles per i suoi lavori sulle origini dell’universo.

Grazie alle loro scoperte, Mayor, Queloz e Peebles hanno "trasformato le nostre idee sul cosmo", sottolinea l'Accademia svedese delle scienze che ha attribuito il prestigioso riconoscimento ed effettivamente in seguito agli studi dei due svizzeri oggi si preparano missioni satellitari per il prossimo decennio che consentiranno di fare una spettroscopia - ovvero la determinazione degli elementi chimici che compongono le atmosfere dei pianeti extrasolari vicini e quindi la ricerca della vita.

Nato nel 1942, Michel Mayor è oggi professore onorario all'Università di Ginevra, mentre Didier Queloz (classe 1966) è professore all'Osservatorio dello stesso ateneo e all'Università di Cambridge. I due astronomi hanno anche contribuito allo sviluppo degli strumenti per reperire i corpi celesti, in particolare lo spettrografo HARPS.

Che cosa significa per la ricerca e le Università svizzere questo Nobel? Cosa sappiamo oggi del cosmo oltre il nostro sistema solare? Quali strade si stanno aprendo nella ricerca della vita nell’universo? Queste alcune delle domande che Modem affronta con:

Francesco Pepe, astronomo e Direttore del Dipartimento d’Astronomia dell’Università di Ginevra;

Mauro Dell’Ambrogio, ex segretario di stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione;

Marco Cagnotti, giornalista e divulgatore scientifico.

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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