Nella scorsa settimana si è tentata – invano- la via diplomatica, con una visita a Washington dei rappresentanti di Nuuk e di Copenaghen – ovviamente contrari alle pretese americane. Sabato Trump è passato alle maniere forti: non quelle delle armi, ma quelle del ricatto. Ha minacciato che fino a quando non riuscirà ad acquistare l’isola, imporrà pesanti dazi ai Paesi europei che sostengono Nuuk. Quei Paesi che difendono l’integrità territoriale di un membro dell’Ue, cioè la Danimarca. Perché, seppur a beneficio di un regime speciale – si tratta di un territorio autonomo - la Groenlandia è comunque formalmente parte del Regno di Danimarca.
Insomma, Trump vuole la Groenlandia, poco importa se questa pretesa sia in totale contrasto con il diritto internazionale, poco importa se né l’isola, né la Danimarca, siano d’accordo. Poco importa se Danimarca e Stati Uniti siano in teoria alleati, entrambi membri della NATO…
Ma perché l’isola è considerata così importante? E cosa possiamo aspettarci da Trump ora? E come possono rispondere la Groenlandia, la Danimarca e tutta l’Ue?
Ne parliamo con:
Andrea Ostinelli, corrispondente RSI Bruxelles
Alessandro Vitale , professore di Geografia Economica e Politica presso l’Università degli Studi di Milano, esperto delle regioni polari
Mario Del Pero, professore di Storia Internazionale e di Storia degli Stati Uniti a Sciences Po, Parigi
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