Un'auto franco-italo-statunitense

Possibile fusione fra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Renault

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Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA) propone una fusione con il gruppo Renault "per creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo". Questo il tenore di una lettera non vincolante che i vertici del gruppo italo-statunitense hanno inviato al gruppo francese lunedì mattina.

Secondo quanto comunicato dalla stessa azienda con sede ad Amsterdam, la società risultante dalla fusione sarà detenuta per il 50% dagli azionisti di FCA e per il 50% dagli azionisti di Groupe Renault, una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti. Se la proposta verrà accettata e avallata dalle diverse istanze anti-trust nascerebbe così il terzo più grande costruttore automobilistico al mondo con 8,7 milioni di veicoli venduti, dalle citycar elettriche, passando dai pick-up e arrivando al settore premium e delle supercar.

Se da un punto di vista industriale l'operazione offre, almeno sulla carta, un sicuro interesse – si parla di possibili sinergie per 5 miliardi di euro - rimangono aperte una serie di interrogativi sul futuro dei siti di produzione e quindi del personale impiegato. Il sindacato francese CGT ha in effetto già chiesto che lo Stato conservi una "minoranza di blocco" che "permetta di far prevalere gli interessi francesi" nel caso in cui la fusione venga effettuata.

Questo matrimonio, dettato soprattutto dall'accelerazione verso il mercato delle auto elettriche, si farà? Cosa c’è dietro questo ennesimo progetto di alleanza (ormai una costante degli ultimi 30 anni)? Quali aspetti positivi? E quali rischi, in termini occupazionali? Dal punto di vista della “geopolitica industriale” cosa vorrebbe dire? Che dire di un’industria automobilistica ormai ridotta a 4-5 grossi marchi condannati a vendere 10 milioni di veicoli all'anno se vogliono stare a galla?

Ne parliamo con:

Aldo Bernacchi, giornalista economico esperto auto

Gianluca Pellegrini, direttore rivista italiana “Quattroruote”

Lino Guzzella, professore di ingegneria meccanica al Politecnico federale di Zurigo

Marco Piffaretti, fondatore e presidente della Protoscar, azienda basata nel Mendrisiotto e impegnata nel settore delle auto elettriche

 

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