Oggi “Casa Svizzera” si è svegliata… in Africa. In Tanzania: con delle scimmiette che saltavano sul tetto, mangiavano mango e facevano più rumore di qualsiasi sveglia. In un villaggio rurale, a cinque ore dall’ultima strada asfaltata, circondati da fango, campi di riso e case di terra che con la pioggia vanno ricostruite da capo. E con noi c’era la nostra antenna Camilla, giovane infermiera svizzera che ci ha portati fin qui, dentro una realtà dove l’ospedale è l’unico punto di riferimento per chilometri e chilometri, dove le persone arrivano da lontano e a volte troppo tardi, dove si lavora tra parti, ferite e ustioni, ma anche tra sorrisi, piccoli gesti e un’umanità fortissima.
Poi siamo tornati in Svizzera, ma senza cambiare davvero atmosfera, perché anche qui abbiamo parlato di vite che prendono strade non lineari. A Storie di vite abbiamo messo allo stesso tavolo Mike Rudolph della Tenuta San Giorgio e Reto Dell’Ambrogio della Vitivinicola Sottotorre: due percorsi completamente diversi che si incontrano nel vino. Mike è partito da tutt’altro,maestro di sci, guida rafting, imprenditore, finché a un certo punto ha deciso di cambiare vita e costruire tutto da zero, imparando facendo, trasformando un sogno in una tenuta dove la parola chiave è libertà, ma anche responsabilità verso una natura che decide sempre l’ultima parola.
Reto invece quella terra ce l’ha sempre avuta addosso: cresciuto in vigna, macchinista di treni di giorno e produttore di notte, ha “rubato il mestiere” guardando, sbagliando, provando, sulle orme del nonno, fino a far diventare il vino il suo vero lavoro.
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