I primi dieci anni di AlpTransit: il 1º giugno del 2016, esattamente 10 anni fa, fu inaugurata la galleria di base del San Gottardo, il tunnel ferroviario più lungo al mondo con i suoi 57 chilometri. La Svizzera presentava all’Europa con giusto orgoglio un’opera epocale. Dopo dieci anni, e dopo l’apertura del Ceneri avvenuta nel 2020, il bilancio si presenta a tinte chiaroscure. Se per il Ticino l’impatto è stato per molti versi positivo, l’opera resta incompiuta, mancano gli accessi a nord e a sud verso Milano, mancano le circonvallazioni dei centri urbani di Bellinzona e Lugano e sul suo futuro pesa una doppia spada di Damocle: le risorse finanziarie per il sistema ferroviario svizzero sono ridotte al lumicino e la politica a livello nazionale non ha per intanto l’intenzione di completare AlpTransit. Va però anche sottolineato che dieci anni fa diventò realtà la visione del 1947 dell’ingegnere Carl Eduard Gruner. Una visione in cui si parlava di “treni espressi europei” con docce, parrucchiere, chiosco, bar e telefoni, che collegano Londra con Khartum, e Parigi con Teheran. Oggi in treno non si va così lontano, ma in quest’ultimo decennio il traffico viaggiatori nazionale e internazionale sta crescendo, con maggiori e migliori collegamenti e nuove destinazioni. Fatica ancora a decollare il trasferimento delle merci su rotaia, ma la speranza è riposta nel potenziamento delle tratte d’accesso. Veniamo ora alle vostre abitudini. Con i treni più veloci per andare oltre Gottardo, avete cambiato per sempre il mezzo con il quale viaggiate e siete passati dall’automobile ai vagoni e alla rotaia? I tempi di percorrenza ridotti vi spingono oramai a scegliere sempre il treno per i vostri spostamenti personali e professionali nella Svizzera interna e romanda?
Sono ospiti:
Roberta Cattaneo, direttrice regionale FFS, Regione Sud
Gianni Ghisla, coordinatore dell’Associazione “ProGottardo–Ferrovia d’Europa”
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