(iStock)

Il Tasso e il pettirosso

Con Lara Montagna

  • Stampa
  • Condividi
  • a A
 

E’ un mammifero carnivoro della famiglia dei mustelidi. In Ticino si trovano numerosi esemplari di Meles meles, ma avvistarli è molto difficile. Spesso è più semplice vederli uccisi ai bordi delle strade. Ogni anno, infatti, in Svizzera circa 2.500 esemplari rimangono vittime del traffico. Visivamente impacciati e goffi, sono in realtà agili e veloci, vivono in ambienti boscosi, dalla pianura fin verso i 1.700 metri di quota. Hanno il pelo bruno scuro, ad eccezione delle fasce chiare sul muso e sulle guance, risultando così degli animali con un buon mimetismo notturno.

Si nutrono di lombrichi, uova, vegetali e talvolta anche di piccoli mammiferi.

Un esemplare adulto arriva a pesare 15 kg, è lungo fino a 90 cm, ha una coda corta ed è provvisto di unghie spesse e dure, adatte allo scavo.
Durante i mesi freddi il Meles meles non cade in letargo, ma le sue attività rallentano e passa più tempo nelle gallerie sotterranee.
Una curiosità è legata alla gestione dei rifiuti organici. Il tasso scava delle piccole buche nei pressi della tana, ma sempre all’esterno della medesima, dove deposita le feci.
Ne parleremo con il naturalista Marco Colombo, fotografo e divulgatore scientifico.

Il suo nome scientifico è Erithacus rubecula, ma noi tutti lo chiamiamo Pettirosso. Quell'uccellino che in inverno veniva a mangiare proprio fuori casa, sul davanzale della finestra. Il pettirosso è un uccello visibile da noi tutto l’anno, ma forse non tutti sanno che quelli che nidificano da noi in estate non sono gli stessi di quelli che possiamo osservare in inverno.

Quelli che durante la stagione fredda prepotentemente presidiano la mangiatoia e sono abbastanza confidenti, spesso giungono da noi dalla Scandinavia (dalla Finlandia soprattutto).
I Pettirossi che nidificano in Ticino, un po’ più schivi, preferiscono invece trascorrere l’inverno sulle coste del Nord Africa per poi tornare da noi in febbraio-marzo per mettere su famiglia.
Conosceremo meglio il Pettirosso grazie a Roberto ardelli, Presidente di Ficedula.