audio_1x1_la-tribu-del-calcio_svizzera
La Tribù del calcio

Aspettando la finalissima fra Spagna e Argentina, fra i tifosi e i memorabili stadi del mondo

Con Antonio Bolzani

  • Ieri
  • 51 min
Scarica

Ha ragione Leo Messi quando, a proposito della finalissima di domenica sera fra la sua Argentina e la Spagna, dice: “Siamo fra le due migliori squadre al mondo. Due finali consecutive non arrivano per caso”. È vero la sfida di domenica sera vedrà affrontarsi due grandi certezze del football, la straordinaria combattività e la forza agonistica della selezione Albiceleste con il gioco perfetto, organizzato e destabilizzante per gli avversari delle “Furie Rosse”. Per i sudamericani è un atto di fede vincere, facendosi trascinare dal loro numero 10; gli iberici, invece, mettono il talento individuale al servizio di un collettivo di grande valore: due scuole di pensiero diverse, due modi di vivere e di intendere il calcio differenti. Curiosando fra le statistiche, va ricordato che otto nazionali sono state capaci di aggiudicarsi la Coppa del Mondo, ma sono tutte provenienti da due sole confederazioni: UEFA e CONMEBOL. La UEFA è una delle sei confederazioni continentali della FIFA (Fédération Internationale de Football Association), fondata nel 1904 a Parigi e con sede a Zurigo. Le altre confederazioni sono AFC (Asia), CAF (Africa), CONCACAF (America Settentrionale e Centrale/Caraibi), CONMEBOL (Sud America) e OFC (Oceania). Eppure, nonostante nessuna finalista sia mai arrivata da un’altra parte del mondo, quella di domenica sera a New York sarà per la prima volta una sfida fra i due campioni continentali in carica. Nel 2024, a distanza di poche ore una dall’altra, Spagna e Argentina sono infatti salite rispettivamente sul gradino più alto del podio dell’Euro e della Copa America. L’Albiceleste è però soprattutto campione del Mondo in carica e anche qui c’è una prima: mai nelle 22 edizioni precedenti i detentori del titolo hanno sfidato all’ultimo atto i campioni d’Europa, mentre una sola volta hanno affrontato i vincitori più recenti della Copa America, ovvero nella finalissima in Qatar fra Francia e la stessa Argentina. Ne parliamo oggi, dando un’occhiata anche alle altre due grandi deluse, la Francia e l’Inghilterra, che domani, dopo un ottimo percorso fino alle semifinali interrotto poi in modo inaspettato per come sono andate e si sono sviluppate le due partite, si contenderanno il terzo posto. Daremo anche ampio spazio a quei luoghi ricchi di storia, di passioni, di emozioni di fascino e di gol, quei luoghi chiamati stadi. Quali sono quelli più iconici e memorabili e quali quelli che vi suscitano i ricordi più belli? Prendiamo spunto dalle molte bellissime cartoline raccolte in una originale pubblicazione, un libro-atlante con tante, tantissime, immagini e fotografie di stadi, famosi e meno famosi, sparsi in tutto il mondo. Lo strano connubio fra cartoline postali e campi di calcio raccontato in un volume di pregevole qualità storica e di indubbio valore.

Sono ospiti:
Giacomo Menafoglio, giornalista sportivo della RSI
Omar Gargantini, capo della redazione sportiva della RSI e inviato ai Mondiali
Stefano Mussio, autore del libro “Cari saluti dal mondo nel pallone. Cartoline dai campi da calcio: un atlante illustrato”
Marcelo Fernando Aebi, professore ordinario di criminologia all’Università di Losanna. È nato nel 1966 a Martínez, nella provincia di Buenos Aires, in Argentina, da una famiglia di origini svizzere, italiane e spagnole. È cresciuto in un Paese profondamente segnato dall’immigrazione europea, un’esperienza che ha contribuito a sviluppare il suo interesse per le società, le loro trasformazioni e il funzionamento delle istituzioni

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare