La seconda finale consecutiva dell’Argentina, vincitrice in rimonta contro l’Inghilterra, ha confermato la solidità e la forza di un gruppo vincente e che non si arrende mai: per il commissario tecnico Lionel Scaloni si tratta di un altro prestigioso traguardo, dopo aver conquistato le due coppe America e, quattro anni fa il Mondiale, in Qatar. Come fra il 1986 e il 1990, la Seleccion approda consecutivamente a un’altra sfida per il titolo -è la quinta finale complessiva dal 1986 a oggi- e ci arriva con tre titoli mondiali già in bacheca. Finora soltanto l’Italia e il Brasile sono riusciti ad aggiudicarsi due Coppe del Mondo consecutive. Da Diego Armando Maradona a Leo Messi, è una storia di campioni decisivi che hanno fatto -Diego- e fanno -Leo- la storia della nazionale Albiceleste e, soprattutto, la storia del calcio. La formidabile e stupenda Spagna di De la Fuente, invece, punta a ritornare sul tetto del mondo, dopo il trionfo nel 2010 e dopo aver brillantemente vinto gli Europei due anni fa. Nella puntata odierna porremo il nostro sguardo su questa grande sfida che accende rivalità, sogni, passioni ed emozioni; lo faremo parlando soprattutto del coinvolgimento, del trasporto emotivo e del modo di vivere e di intendere il calcio e le sorti della propria nazionale da parte delle due popolazioni. Faremo anche un tuffo nel passato e ritorneremo ai Mondiali di “USA 1994” che hanno rappresentato il grande ritorno sul palcoscenico internazionale della selezione rossocrociata dopo ben 28 anni di assenza. Mai più qualificatasi dal 1966, la Svizzera staccò il biglietto per la Coppa del Mondo -la prima organizzata in Nordamerica- grazie al secondo posto nel girone di qualificazione dietro l’Italia. E quella indelebile avventura della formazione guidata da Roy Hodgson, nonostante l’assenza di Kubilay Türkyilmaz, lasciato a casa dallo stesso tecnico inglese per dissidi tra i due, è iniziata con un pareggio contro i padroni di casa statunitensi, una magnifica vittoria contro la Romania e una sconfitta con la Colombia, prima dell’eliminazione negli ottavi con la Spagna. Ebbene, quella spedizione di una nazionale con diversi eccellenti giocatori di classe, fu convincente ma soprattutto fu determinante e preziosissima per il futuro di tutto il movimento calcistico nazionale per il salto di qualità poi maturato negli anni successivi. Da quel Mondiale in Svizzera si cominciò a costruire e a consolidare un “sistema calcio” che grazie al lavoro, alla metodologia e alla riorganizzazione, soprattutto dei settori giovanili ma anche dell’intera struttura, ha portato ai risultati odierni.
Sono ospiti:
Enrico Carpani, giornalista
Giangiorgio Spiess, avvocato e già capo delegazione della nazionale svizzera di calcio
Marcelo Fernando Aebi, professore ordinario di criminologia all’Università di Losanna. È nato nel 1966 a Martínez, nella provincia di Buenos Aires, in Argentina, da una famiglia di origini svizzere, italiane e spagnole. È cresciuto in un Paese profondamente segnato dall’immigrazione europea, un’esperienza che ha contribuito a sviluppare il suo interesse per le società, le loro trasformazioni e il funzionamento delle istituzioni
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