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La Tribù del calcio

Sarà l’Argentina o l’Inghilterra a sfidare la perfetta e formidabile Spagna nella finalissima di domenica?

Con Antonio Bolzani

  • 15.07.2026
  • 48 min
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Dopo 16 anni la Spagna ritorna in finale: ieri sera c’era una vera squadra in campo, un collettivo bello, organizzatissimo e perfetto sia con sia senza palla che si è imposto, con pieno merito, sulle individualità francesi, grandi fuoriclasse ma che da soli non sono riusciti a raddrizzare le sorti di una partita che ha avuto un unico padrone in campo. Si è detto, a giusta ragione, che quello di De la Fuente, tecnico federale sconosciuto che ha portato la Spagna alla finale dell’Europeo e ora a quella del Mondiale, è stato un capolavoro. È vero, il CT spagnolo è bravissimo e il suo percorso iniziato e consolidatosi nei settori giovanili, è la dimostrazione che il lavoro, la metodologia, la serietà e la preparazione sono oggi qualità che alla fine fanno la differenza. Come ha scritto Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport: <>. Ne parliamo oggi in una puntata nella quale daremo ampio spazio ad Argentina-Inghilterra, l’altra semifinale di stasera, una sfida ricca di storia e di storie,  di rivalità in campo e fuori. Non si sono affrontate soltanto in uno stadio: il loro storico antagonismo spazia dal calcio fino alla politica, dalle tensioni del 1966 alla guerra delle Falkland del 1982. Sessanta anni fa, poi, la “Mano de Dios” con Maradona che batte il portiere dell’Inghilterra Peter Shilton su una palla alta e segna, con la mano, il suo primo dei due gol nel quarto di finale della Coppa del Mondo di calcio, a Città del Messico: era il 22 giugno 1986. In sommario anche il bello e le criticità del Mondiale allargato che forse sarà ancora più XXL fra quattro anni: l’idea della FIFA è quella di far partecipare ben 64 squadre. A questo proposito in evidenza anche il potere e le relazioni geopolitiche e diplomatiche di Gianni Infantino, presidente della FIFA, e l’invasione di campo, in occasione della revoca della squalifica di Balogun, di Donald Trump: una macchia indelebile? Si stava meglio con Sepp Blatter? Fra gli altri spunti di cui ci occuperemo: l’Europa che domina sul campo (6 squadre su 8 nei quarti e 3 su 4 in semifinale) ma la voce dell’UEFA fatica a sentirsi e non sembra presa in considerazione. Poi il VAR: lo si voleva, lo si invocava, ma oggi lo si critica e c’è chi rimpiange il calcio di una volta. Fari puntati anche sui prezzi altissimi dei biglietti del Mondiale e su quel calcio che sta diventando uno sport per spettatori ricchi che possono permettersi il lusso di sborsare certe cifre per avere il privilegio di recarsi negli stadi…!

Sono ospiti:
Omar Gargantini, responsabile della redazione Sport RSI Radio e inviato ai Mondiali
Nicola Sbetti, docente di storia dello sport all’Università di Bologna e studioso del rapporto fra sport e politica internazionale
Aramis Dozio, giornalista sportivo della RSI

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