C’è ancora spazio per una cultura alternativa? (3./3)

Con Nicola Colotti, in conduzione Elisa Manca

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Al di là della valutazione giudiziaria ormai conclusa e di quella amministrativa ancora in corso, a Lugano e in Ticino l’abbattimento dell’ex Macello farà ancora discutere a livello politico. La vicenda ha portato in questi mesi ad interrogarsi su un tema più generale che non riguarda soltanto i molinari, ma in generale gli spazi (sia fisici che “mentali”) per una cultura alternativa. Un tema che non riguarda soltanto Lugano o il Ticino e non soltanto i giovani. La domanda da cui partire è dunque: cosa si intende oggi per “cultura alternativa” e ha ancora senso parlare di “cultura giovanile”? Un confronto di idee e approcci diversi, con i nostri interlocutori, ci darà qualche spunto su un tema ricorrente che nella Svizzera italiana sembra non trovare uno sbocco, come invece avvenuto in altre regioni della Svizzera.

Ne parliamo con:
Sandro Cattacin, professore di sociologia all’Università di Ginevra
Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana
Guido De Angeli, ispettore socioeducativo all’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani
Damiano Merzari, operatore culturale