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Che fine ha fatto il surriscaldamento climatico?

Con Nicola Colotti

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Che fine ha fatto la questione dei mutamenti climatici? Monopolizzata dalla pandemia Covid-19 l’agenda politica internazionale e i media hanno dato poco risalto alla notizia che il 2020 è stato l'anno più caldo in assoluto nelle Alpi svizzere e il secondo più caldo in tutta Confederazione elvetica. A preoccupare gli esperti è soprattutto la tendenza ad avere annate sempre più calde che si susseguono sempre più ravvicinate. Un recente documento di MeteoSvizzera parla addirittura del decennio 2011-2020 come il più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. A questo si aggiungono gli effetti dell’aumento delle temperature sull'equilibrio della flora e della fauna nelle montagne elvetiche. È tutto l’ecosistema nel quale viviamo che è sottoposto a sollecitazioni continue e costanti che generano effetti a catena. La notizia di uno studio appena pubblicato, secondo cui in Europa vi sarebbero 125 mila morti all’anno evitabili con una minore emissione di polveri fini nell’aria che respiriamo, non fa che accrescere le attese per un ritorno a una strategia condivisa per la lotta all’inquinamento e al surriscaldamento climatico.
A cinque anni dalla firma degli accordi di Parigi sul clima e all’inizio della nuova amministrazione USA del presidente Biden le attese e le speranze per le organizzazioni che si impegnano per la conservazione delle risorse naturali e per la lotta al surriscaldamento globale sono molte e forse non del tutto vane.

Ospiti:
Marco Gaia
, meteorologo, responsabile di MeteoSvizzera Locarno Monti
Luca Mercalli climatologo, presidente della Società meteorologica italiana membro del consiglio scientifico dell’Istituto Superiore di protezione e ricerca ambientale italiano
Bruno Oberle, direttore generale dell’International Union for Conservation of Nature (IUCN)
Susanna Petrone, responsabile Comunicazione del WWF Svizzero