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Millevoci

Digital detox: disconnettersi per ritrovarsi (3./3)

Dibattito a cura di Michela Daghini

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  • 26.8.2022
  • 53 min
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Niente smartphone o tablet, solo esperienze reali offline. E per le foto? Le mai dimenticate vecchie Kodak. È la formula delle vacanze digital detox, che fioriscono da ormai più di un anno invitando a vivere l’onlife a scapito dell’online e ad usare telefono e social in modo più consapevole. Via libera dunque ad attività manuali, incontri, sport, chiacchierate e passeggiate all'aria aperta. All'arrivo si deposita il cellulare, che sarà recuperato al termine del soggiorno. Ma possiamo davvero fare un’inversione di marcia in termini di utilizzo dei nostri device? Probabilmente no, ma possiamo forse ripensare il rapporto che abbiamo con il cellulare e il mondo che contiene, e rivedere la nostra dipendenza dall’oggetto. Sappiamo che senza arrivare alle vere e proprie forme patologiche, la questione dell’online, con il mondo social e tutto quello che implica, genera un’alienazione dal reale, modificando le relazioni, generando ansia, e alterando la nostra percezione della vita. Ma ci sono vie alternative possibili? Nella nostra società pervasivamente digitale in cui la tecnologia ha preso il sopravvento, è ancora pensabile immaginare un ridimensionamento, che ci rimetta nel giusto equilibrio con la natura di cui siamo parte, con le relazioni in carne e ossa, con altri ritmi, altri spazi, altri modi di percepire il mondo?

Ne parliamo con il filosofo Leonardo Caffo, la psicoanalista junghiana Angela Andolfo, lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, professore all’università Milano-Bicocca, che da anni si occupa in modo particolare degli adolescenti e dei contesti online. Il suo ultimo libro è Figli di internet, scritto con Loredana Cirillo.

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