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E se fossimo tutti riconoscibili da un’intelligenza artificiale?

Con Nicola Colotti

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Il progresso delle tecnologie digitali e la loro diffusione nella nostra vita quotidiana pongono agli esperti più domande di quante soluzioni queste stese tecnologie non offrano agli utenti, che alla fine siamo noi comuni cittadini.

L’ultima evoluzione che fa dibattere scienziati informatici, giuristi e sociologi è quella del cosiddetto riconoscimento facciale. L’aumento vertiginoso in questi ultimi anni della capacità di trattamento e di interpretazione dei dati ha portato ad avere su ogni dispositivo un sistema in grado di analizzare i tratti somatici delle persone e dunque di riconoscerle. Il nostro telefonino è in grado oggi di riconoscere attraverso la fotocamera anteriore chi è il suo proprietario (precedentemente memorizzato) e di sbloccarsi solo quando il processore interno riconosce la nostra fisionomia che può essere leggermente diversa da un giorno all’altro.

Se questo è possibile, e lo è in modo sempre più preciso e sofisticato (si pensi al riconoscimento delle facce di amici e/o estranei immortalati nei social network) lo si deve anche all’intelligenza artificiale che consente di selezionare i dati in modo sempre più preciso. Al punto che la nuova frontiera del riconoscimento facciale sta diventando la videosorveglianza nei luoghi pubblici. Questa evoluzione verso un riconoscimento facciale “a tappeto” ha però suscitato un acceso dibattito tra favorevoli (all’uso “preventivo” antiterrorismo per esempio di queste tecnologie) i contrari che sollevano la questione del controllo di massa e della violazione sistematica del diritto alla protezione della sfera privata anche quando si tratta della nostra riconoscibilità in pubblico.

Va bene metterci la faccia, come si dice, ma fino a che punto e secondo quale criterio le autorità e o qualsiasi organismo (anche privato) ha diritto di usare la capacità digitale di sorvegliarci senza che noi lo sappiamo?

Ospiti:
Alessandro Giusti, ricercatore all’Istituto Dalle Molle di Studi sull'Intelligenza Artificiale (IDSIA). Esperto di algoritmi di analisi di immagini e machine learning per applicazioni in robotica, industria e biomedicina
Alessandro Longo, giornalista esperto di comunicazione e tecnologie digitali, direttore di Agendadigitale.eu
Luca Maria Gambardella, direttore dell’Istituto Dalle Molle di Studi sull'Intelligenza Artificiale
Gianni Cattaneo, avvocato, docente all’USI, esperto di protezione dei dati in Internet, membro della commissione della protezione dei dati personali del Canton Ticino