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Millevoci

Il Ticino, fra stipendi bassi, manodopera frontaliera in aumento e inflazione (3./3)

Dibattito a cura di Antonio Bolzani, in conduzione Elisa Manca

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  • 1.4.2022
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  • Società

Il Ticino è ancora e sempre all’ultimo posto nella speciale classifica nazionale degli stipendi dei lavoratori del settore pubblico e privato: lo ha indicato la rilevazione annuale della struttura dei salari, pubblicata lunedì scorso dall’Ufficio federale di statistica (UST), dalla quale emerge che il nostro Cantone è quello in cui si riscontrano i livelli di remunerazione più bassi rispetto al resto della Svizzera considerata nel suo insieme. La struttura dell’economia del Nord e del Sud delle Alpi provoca una differenza nella busta paga di oltre mille franchi e con Zurigo addirittura di oltre 1'500 franchi. In Ticino, nel 2020, il salario mediano (il valore centrale che divide l’insieme degli stipendi in due parti uguali) era di 5'546 franchi, considerando sia il settore pubblico sia quello privato. Tutte le grandi altre zone del nostro Paese erano ben oltre i 6'000 franchi, con un minimo di 6'274 franchi nella Svizzera orientale -che comprende i Grigioni- e un massimo di 7'113 a Zurigo. Lo stipendio considerato è quello lordo, con le indennità -per esempio per lavoro a turni o domenicale- e comprendente un dodicesimo della tredicesima. La mediana svizzera era di 6'665 franchi: per mediana si intende che la metà dei salari in questione è sopra la cifra indicata, l'altra metà è sotto: non è quindi una media, su cui incidono maggiormente i singoli importi molto alti o molto bassi. Per i quadri superiori o medi i franchi alla fine del mese erano invece 10'531 in Svizzera e 8’537 in Ticino. Secondo l’UST, le disparità sono dovute alla concentrazione di rami economici a forte valore aggiunto in determinate aeree geografiche, come la regione di Zurigo, quella di Basilea e l’arco lemanico, dove si riscontrano le buste paga più elevate per i lavori più qualificati. In Svizzera sono inoltre presenti dei grandi divari a seconda dei rami economici: informatica, farmaceutica e settore bancario offrono gli stipendi più elevati, mentre alla base della piramide si trovano, fra gli altri, il commercio al dettaglio e la ristorazione. Su questo aumento del divario salariale fra Ticino e Svizzera, su quanto incide la pressione al ribasso degli stipendi dei frontalieri attivi nel nostro Cantone e sul potere d’acquisto che diminuisce in tempi di inflazione generale ci soffermiamo nella puntata odierna, spiegando cosa si dovrebbe o potrebbe fare per aumentare le buste paga e quali soluzioni e rimedi si possono ipotizzare a media-lunga scadenza per rialzare il livello salariale ticinese.

Sono ospiti:
Gian Luca Lardi
, vice-presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori e presidente nazionale degli impresari costruttori
Moreno Baruffini, responsabile dell’Osservatorio delle Dinamiche Economiche e del Mercato del lavoro presso l’Ire dell’Usi
Maurizio Bigotta, responsabile del Settore economia dell’Ufficio cantonale di statistica
Benedetta Rigotti, sindacalista dell’OCST
Marzio Minoli, giornalista economico alla RSI

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