Lugano, spiaggia
Millevoci

Impossibile tuffarsi, rive private: i pochi accessi pubblici nei laghi Ceresio e Verbano

Con Antonio Bolzani

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  • 12.6.2020
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  • Società

Il recupero delle rive dei nostri laghi - Ceresio e Verbano - che nei passati decenni sono state “privatizzate” è un tema sempre d’attualità, soprattutto di questi tempi dove, considerata la momentanea chiusura di lidi e piscine pubbliche, la voglia e il desiderio di poter accedere all’acqua da aree libere e fruibili a tutti è tanta.

Storicamente i laghi Verbano e Ceresio sono sempre stati considerati un bene comune, una fonte di sostentamento e un’importante via di comunicazione. Nel passato la riva era uno spazio collettivo in cui si svolgevano attività quali la pesca e la lavorazione di merci. L'intervento di arginatura delle sponde era minimo. Dalla seconda metà del Settecento lo sfruttamento delle rive è aumentato, così come la necessità di infrastrutture a riva: attracchi e porti più grandi, banchine per lo scarico di merci, tettoie, ecc. Queste trasformazioni, dall’impatto relativamente modesto, erano comunque improntate a un tacito disegno collettivo.
Dall’obiettivo comune e collettivo, nel corso dei decenni si è passati a concedere e a vendere ai privati aree e zone di grande pregio e valore in prossimità dei laghi, restringendo così alla popolazione le possibilità di entrare nei laghi. Oggi la situazione è chiara: guardando dall’alto il paesaggio dei nostri due laghi si nota come le rive naturali e non costruite siano poche e le rive artificiali, occupate e costruite parecchie; da diversi anni anche le stesse autorità politiche sono sensibili al tema, consapevoli che la pubblica fruizione dei laghi e delle rive lacustri deve essere garantita e potenziata mediante l'incremento delle aree pubbliche a lago. Si vorrebbe insomma recuperare il recuperabile ma, considerati i vincoli, le leggi, i posteggi e i porti per le molte imbarcazioni e le proprietà private edificate proprio sulle rive con l’accesso al lago garantito ed esclusivo, il compito non è tra i più agevoli. Anzi, spesso l’impresa appare proibitiva: perché? È così difficile far convivere le esigenze e gli interessi di tutti, allargando ed estendendo però gli spazi pubblici accessibili ai laghi?

Tra l’altro, alla fine dell’anno verrà lanciata, con la raccolta delle firme, un'iniziativa popolare federale per il recupero delle rive dei laghi che negli ultimi decenni sono state privatizzate. Su questo tema ci soffermiamo nella puntata odierna con alcuni addetti ai lavori: Luciana Mastrillo, coordinatrice del “Gruppo cantonale rive e laghi” e responsabile dell’Ufficio cantonale del piano direttore; Daniele Polli e Nicola Schönenberger, membri del comitato del “Gruppo rive pubbliche della Svizzera italiana”; e Nicola Patocchi, biologo e direttore e responsabile scientifico della Fondazione Bolle di Magadino.

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