(TiPress)

La manifestazione dei Molinari a Lugano che fa discutere

Con Nicola Colotti

  • Stampa
  • Condividi
  • a A
 

Un boomerang che avrebbe fatto perdere definitivamente credito al movimento che l’ha organizzata: così dalle colonne de la Regione è stata definita la manifestazione non autorizzata di venerdì 30 ottobre a Lugano organizzata sotto l’egida l’egida dell’autogestione CSOA Il Molino, durante la quale una giornalista del quotidiano ticinese è stata colpita e ferita seriamente. Un raduno di discussione e protesta organizzato contro le misure definite “repressive” decise a seguito del diffondersi della pandemia Covid 19. Al di là della condanna pressoché unanime del gesto di aggressione contro la giornalista de la Regione sono le modalità stesse della manifestazione e le sue conseguenze di ordine pubblico a far discutere; al punto da aver suscitato un’interpellanza interpartitica (UDC, PLRT, PPD, Indipendenti.) al Municipio di Lugano contro. Torna così alla ribalta l’autogestione a Lugano, con l’irrisolto problema del ruolo (e del luogo di riferimento) dei “molinari”, del dialogo con la Città e il Cantone e del contesto di crescente insofferenza di alcuni cittadini verso gli autogestiti. Al di là della manifestazione di venerdì scorso (e delle conseguenze penali che avrà l’atto di violenza) rimane il problema del dialogo tra le parti divenuto urgente per evitare da un lato disordini e inutili violenze, e dall’altro per non scadere in generiche e strumentali stigmatizzazioni di un modo di esprimersi, quello dell’autogestione, che ha la sua rivendicazione (anche storica) di esistere.  

Ospiti:
Raide Bassi
, Consigliera Comunale UDC di Lugano e cofirmataria dell’interpellanza sulla manifestazione del Molino
Michele Bertini, municipale responsabile Sicurezza del Comune di Lugano
Sergio Roic, in rappresentanza dell’Associazione AIDA (Associazione Idea Autogestione) a sostegno dell’Autogestione
Renato Pizolli, portavoce della Polizia cantonale