La scuola che forse verrà: addio ai livelli alle medie?

Con Antonio Bolzani

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Ha fatto discutere la recente affermazione del direttore del Dipartimento educazione, cultura e sport Manuele Bertoli, pubblicata in un’intervista su “laRegione” dello scorso 3 ottobre, di sostituire con qualcosa di diverso e di migliore i livelli alle scuole medie, poiché sono fonte di una serie di problemi. È noto che sui livelli alle medie si dibatte da molti anni, tra favorevoli, contrari, possibilisti e scettici: le opinioni divergono attorno ad una questione che rientra in ogni caso in una scuola che deve essere inclusiva per tutti ma che non può e non deve dimenticare un’attenzione al merito e al valore dei singoli allievi. Il tentativo di modificare i livelli e di creare qualcosa di nuovo era già stato fatto in passato, soprattutto con il progetto, poi bocciato in votazione popolare, “La scuola che verrà”. Quando si discute dei livelli delle scuole medie, bisogna poi anche obbligatoriamente riflettere sulle note e sulle valutazioni, sul passaggio dalle scuole dell’obbligo a quelle post obbligatorie, sulla formazione duale e su tutto il settore della formazione, spesso confrontato con risorse finanziarie che non permettono grandi e decisi passi in avanti. Si fa, insomma, quel che si può con quel che c’è. Sui livelli e su quali modelli alternativi potrebbero essere inseriti in futuro in ambito scolastico, ci occupiamo oggi a Millevoci con il direttore del DECS Manuele Bertoli e con tre membri della Commissione parlamentare formazione e cultura: Daniela Pugno Ghirlanda, Lelia Guscio e Alessandro Speziali.