Le nuove forme del lavoro e le incognite della trasformazione digitale

Con Nicola Colotti

mercoledì 01/05/19 11:05
Le nuove forme del lavoro e le incognite della trasformazione digitale, 01.15.19

Il 1. maggio è la Festa dei lavoratori ed è quindi improprio definirla la Festa del lavoro perché questo oltre ad essere un diritto è una fatica dalla quale storicamente si è cercato di affrancarsi riducendone il tempo e garantendo un salario decente a tutti, uomini e donne. Eppure, anche quest’anno la ricorrenza ci propone alcuni dati e spunti su cui riflettere. La notizia è di questi giorni: in Svizzera lo scorso anno, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica i salari sono aumentati meno dell’inflazione stimata (+0,5% contro + 0,9%); il potere d’acquisto dei dipendenti è sceso dello 0,4% nel 2018, mentre nel 2017 era sceso solo dello 0,1%. A fronte di ciò la disoccupazione rimane bassa in Svizzera anche se il confronto tra diverse fonti di dati (SECO o ILO) fa emergere un quadro meno rallegrante con una disoccupazione che sfiora il 5% a livello svizzero (ILO) e con paesi europei come la Romania e la Polonia (sic!) che hanno situazioni migliori. Fin qui i dati statistici, ma a creare incertezze e apprensioni, soprattutto tra le generazioni degli over 50, sono le prospettive per i prossimi lustri con una significativa riduzione degli impieghi a seguito della trasformazione digitale del lavoro, della delocalizzazione globale e della fluidità della manodopera meno qualificata. La rivoluzione digitale 4.0 dovrebbe portare sì alla creazione nei prossimi 20/25 anni di una quantità di professioni che oggi non esistono, ma cosa accadrà quando molti lavoratori che oggi hanno raggiunto la maturità non avranno le competenze per le nuove professioni? L’avvento dell’intelligenza artificiale e la digitalizzazione governata dalle grandi aziende globali del web come trasformeranno la nozione stessa di capitale-lavoro?  

Ospiti:
Lelio Demichelis, docente di Sociologia economica all’Università degli Studi dell’Insubria
Meinrado Robbiani, già sindacalista OCST e consigliere nazionale
Alessandro Longo, giornalista responsabile di agendadigitale.it

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