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Mettiamoci la faccia, anzi no. Le incognite del "face detection"

Con Nicola Colotti

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Con il termine riconoscimento facciale (face detection in inglese) ci si riferisce a un insieme di tecnologie basate su sistemi di intelligenza artificiale e algoritmi capaci di gestire (e incrociare) enormi quantità di dati e di immagini allo scopo di identificare una persona attraverso una fotografia o una qualunque ripresa di una videocamera di sorveglianza. Negli ultimi anni il progresso digitale, la capacità di gestione di dati e la diffusione di immagini personali attraverso le reti sociali hanno dato una spinta enorme allo sviluppo del riconoscimento facciale. In alcuni paesi (USA e Cina in particolare) le autorità hanno investito grandi risorse per ottenere sistemi di controllo, sicurezza e prevenzione che alla prova dei fatti si sono però rivelati tutt’altro che affidabili. Oltre alle aziende specializzate nello sviluppo di software per il riconoscimento facciale anche le grandi aziende del digitale sociale (Facebook e Google, in particolare) puntano sulla diffusione di questa tecnologia a fini di usabilità e intrattenimento digitali. Dopo le impronte digitali, il nostro viso è la nuova frontiera della tracciabilità individuale e globale. Bastano una videocamera e una banca dati. Le incognite e i punti critici sono tanti e non riguardano soltanto la nostra privacy, o il nostro consenso più o meno informato. Riguardano la reale efficacia di una tecnologia che in più di un’occasione si è rivelata inefficace, fallace e a conti fatti inutile. Intanto però, le autorità di molti paesi (più o meno democratici), le Big di Internet che gestiscono reti sociali e in generale l’intrattenimento digitale, così come le aziende specializzate nel trattamento e conservazione di dati continuano a setacciare la rete (anche con l’uso di macchine intelligenti). Lo scopo è raccogliere e conservare le nostre immagini che un giorno potrebbero essere usate… contro di noi. E così avremmo definitivamente perso (anche) la faccia.   

Ospiti:
Angelo Consoli, esperto di sicurezza digitale, responsabile del Laboratorio di Cyber security della SUPSI
Alessandro Longo, giornalista esperto di digitale, direttore di agendadigitale.eu