Ordering machine - Mural painting realized for Grenoble Street Art Fest in Grenoble (FR) 2016 (©nevercrew.com)

Muri dipinti: quando l’arte di strada diventa una strada di successo per creare arte

Con Antonio Bolzani

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Le città si colorano e il cemento di edifici, palazzi, case e muri si trasforma in una grande e ambita tela a disposizione degli artisti di strada che con i loro enormi graffiti regalano un’immagine diversa e nuova a molte vie e piazze. Oggi l’arte di strada non è più considerata sinonimo di degrado e di impoverimento, ma di apertura culturale e di bellezza: i cosiddetti “murales” diventano così degli arredi urbani molto apprezzati da tante persone, delle presenze artisticamente significative in diverse città oggi all’avanguardia. Gli spazi e i luoghi pubblici si trasformano, quindi, grazie all’arte creata da estrosi giovani che con i loro giganteschi disegni ci offrono la possibilità di vedere con uno sguardo diverso contesti urbani, rioni e quartieri che ci sembravano austeri e anonimi. Anche in Ticino, come in tante altre parti del mondo, le autorità pubbliche e diversi proprietari privati di immobili hanno iniziato a riconoscere la street art come una forma d’arte e un po’ in tutto il Cantone sono stati messi a disposizione degli artisti delle pareti, dei muri, delle superfici libere e dei cavalcavia per creare le loro fantasiose e variopinte opere. Quanto sono apprezzate queste forme d’arte dai cittadini? È vero che per mantenere coerentemente la loro forma originaria di ribellione, questi dipinti dovrebbero mantenersi nell’illegalità? Il riconoscimento delle autorità va contro le origini di un movimento -quello degli sprayer e dei graffitari- che voleva esprimere, attraverso i murales, il disagio giovanile? Se imbrattare un muro, senza autorizzazione, rimane un atto illegale e illecito, non c’è il rischio che, alzando la cosiddetta “asticella di tolleranza”, ognuno si senta libero di dipingere a suo piacimento e senza permesso qualsiasi muro, parete o facciata ancora “vergini”? Oggi un’opera di strada deve sempre provocare e disturbare l’occhio, un po’ come sostiene il famoso e imprevedibile Banksy, l’anonimo e irriverente artista di strada, divenuto una celebrità nel suo campo? Di arte di strada -in particolare del concetto di street art- e della strada che molti stanno percorrendo, con successo e stimolati e aiutati dall’ente pubblico, per creare questa forma ed espressione d’arte, ci soffermiamo con vari esperti nella puntata di Millevoci.

Sono ospiti:
Roberto Borioli, direttore del CSIA (Centro scolastico per le industrie artistiche) e della Scuola specializzata superiore di arte applicata e membro di comitato di Swiss Design Schools
Valeria Donnarumma, storica dell’arte e direttrice artistica di Arte Urbana Lugano
Christian Rebecchi, artista di strada, attivo con Pablo Togni nei Nevercrew
Katja Bigger, collaboratrice scientifica dell’Ufficio dei beni culturali del Dipartimento del territorio