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Musei riaperti, tra restrizioni, sbocchi di sviluppo sostenibile ed esposizioni all’esterno

Con Antonio Bolzani

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Da una settimana anche i musei e le gallerie d’arte hanno riaperto, o riapriranno prossimamente, le loro porte: si è dunque concluso il periodo delle visite virtuali, degli archivi in rete e di altre diverse e interessanti iniziative che ci hanno permesso di ammirare le collezioni e le opere tramite lo schermo di un telefonino o di un computer. Ma è davvero finita questa modalità dei musei di entrare nelle case della gente grazie ai supporti tecnologici odierni o, magari, si sono trovate delle nuove e stimolanti soluzioni e strade da percorrere?

Vedremo, intanto, seppur tra varie restrizioni e limitazioni, siamo noi ad entrare fisicamente negli spazi museali, quasi come prima e magari più di prima… considerando che in questa nuova normalità abbiamo magari scoperto e riscoperto la bellezza di dipinti, sculture e opere di cui, nel pre-pandemia, non prestavamo magari grande attenzione. Se poi il museo è piccolo e presenta delle mostre e delle proposte godibili in un lasso di tempo contenuto siamo e saremo ancor più invogliati a beneficiare di un’offerta artistica che segue un modello di gestione e di sviluppo sostenibile, un’offerta che dovrà però ovviamente sempre essere attenta ai bilanci e alle entrate finanziarie. Saranno quindi i piccoli numeri ad avere la meglio sulle esposizioni di richiamo internazionale che hanno l’obiettivo di attirare un pubblico numeroso? Insomma, l’obbligo della distanza fisica sta provocando il tramonto dell’epoca delle mostre da “grandi numeri”?

Tante, tantissime, domande alle quali cerchiamo di rispondere oggi con coloro che nei musei ci lavorano, interlocutori e interlocutrici con i quali desideriamo fare il punto alla situazione.

Ospiti:
Tobia Bezzola, direttore del MASI di Lugano
Carole Haensler, direttrice di Bellinzona Musei e curatrice del Museo civico Villa dei Cedri
Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano e professore all’Università degli Studi dell’Insubria
Mariangela Agliati Ruggia, direttrice della Pinacoteca Zuest di Rancate
Paolo Ostinelli, direttore del Centro di dialettologia e di etnografia del DECS e responsabile dei Musei etnografici ticinesi