Millevoci: Quel secondo lockdown che alcuni economisti propongono
I numeri quotidiani della pandemia sono sempre molto elevati e preoccupanti in Svizzera: siamo, insomma, nel pieno di una seconda pesante ondata che presenta scenari e prospettive difficile da interpretare. In un contesto di costante emergenza, sono molte, moltissime, le voci di chi propone le più svariate soluzioni. Tra queste, spicca la lettera aperta inviata negli scorsi giorni al Consiglio federale dove viene chiesto un secondo lockdown.
A scriverla, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non sono stati dei medici o degli scienziati, bensì una sessantina di professori di economia attivi in diverse università svizzere. Secondo loro una nuova chiusura sarebbe l’opzione migliore sul lungo periodo anche per le imprese e l’economia perché il costo totale per l’insieme del sistema economico sarebbe inferiore ai costi che l’economia, ma anche poi la collettività, dovranno sopportare se dovessimo continuare con queste misure che non sono né efficaci né sufficienti, soprattutto di fronte a una pandemia globale. Secondo molti imprenditori, invece, un secondo confinamento sarebbe dannoso per l’economia e per i posti di lavoro: insomma, chi è contrario ad una chiusura totale di tutte le attività, sostiene inoltre che gli economisti non sono confrontati tutti i giorni, come gli imprenditori, con tutte le difficoltà di questa situazione. Si preferisce insomma continuare a percorrere la strada del compromesso, intensificando le restrizioni e le limitazioni ma senza chiudere tutte le attività.
Le opinioni, su questa opzione, divergono e noi oggi a Millevoci vi proponiamo un faccia a faccia su questo tema.
Dibattono sui vantaggi e sugli svantaggi di un secondo confinamento
Fabio Regazzi, presidente dell’Unione Svizzera Arti e Mestieri (USAM) e consigliere nazionale, e il professor Sergio Rossi, economista e Professore all'Università di Friburgo.
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