Quelle donne manager e in carriera che si trasformano in uomini perché “devono” copiare il modello maschile (3./3)

Dibattito a cura di Antonio Bolzani, conduce Isabella Visetti

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Domani, martedì 14 giugno, è una data simbolica in Svizzera in cui si ricorda sia l’iscrizione -avvenuta nel 1981- della parità dei sessi, di diritto e di fatto, fra donne e uomini nella Costituzione federale sia il primo storico sciopero femminile nel quale aderirono -eravamo nel 1991- centinaia di migliaia di donne in Svizzera. Partendo da questa data, importante per continuare a sensibilizzare contro una disparità salariale ancora presente e difficile da sradicare in diversi ambiti, noi oggi ci concentriamo sulle donne che sono ai vertici di aziende e industrie e sul loro modello di gestione del personale e delle risorse umane che, per svariati motivi, è ancora molto spesso orientato ad un modello maschile. Per quali motivi? Quante donne manager utilizzano le loro qualità femminili? Attingere dal “femminile” anche nella sfera professionale è importante e necessario, per affrancarsi da un vecchio modello di leadership al maschile e da un vecchio modello patriarcale e familiare. Eppure, frequentemente, prevalgono sempre e ancora i comportamenti e gli atteggiamenti tipici del mondo maschile. La diversità è insomma un valore aggiunto e le differenze di genere costituiscono una risorsa e vanno riconosciute e correttamente utilizzate per lo sviluppo delle imprese. Tuttavia ad oggi il numero delle donne che accedono a posizioni di vertice o di rilevante responsabilità manageriale è ancora basso ed è forse per questa ragione che per essere riconosciute, per gestire del personale e per farsi accettare le donne debbano ricorrere a modelli manageriali maschili. Su come le donne possono fare carriera senza trasformarsi in un uomo e senza copiarlo, recuperando e mantenendo uno sguardo ed un atteggiamento femminile, ci soffermiamo nella puntata odierna.

Partecipano alla trasmissione:
Daniele Fontana
, direttore delle risorse umane e della sostenibilità e dell’azienda Sintetica
Giulia Savio, ricercatrice al Laboratorio di genere dell’AXA presso l'Università Bocconi
Monica Pugnaloni, manager aziendale e co-presidente del Club BPW Ticino
Beatrice Fasana, ingegnere in scienze dell’alimentazione, manager e direttrice dell’azienda Sandro Vanini SA
Azzurra Rinaldi, professoressa e ricercatrice di economia politica presso l’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, con una passione per l’economia di genere