Un disastro ambientale svelato solo dopo diversi giorni
Millevoci

Seveso: cinquanta anni dopo

Era il 10 luglio 1976: la nube tossica e il disastro ambientale di Seveso cinquanta anni dopo

  • 10.07.2026
  • 33 min
  • Antonio Bolzani
  • keystone
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Era Il 10 luglio del 1976 quando a pochi passi dal Canton Ticino, ci fu uno dei maggiori disastri ambientali della storia italiana: il disastro di Seveso. Era un sabato quel 10 luglio di 50 anni fa e a Seveso, alle 12:37, si guastò ed esplose un reattore della Icmesa, le “Industrie Chimiche Meda Società per Azioni”, un’impresa che produceva del triclorofenolo, un componente intermedio per diserbanti e cosmetici. Apparteneva alla svizzera Givaudan, ai tempi ancora filiale del gruppo Hoffmann-La Roche. Aveva sede a Meda. Ma il disastro resterà nella storia associato a Seveso. Una catastrofe ambientale ad appena una trentina di chilometri dal confine con la Svizzera e che con la Svizzera aveva molto a che fare: è rimasto nella memoria collettiva come il disastro di Seveso, località che oggi appartiene alla provincia di Monza e Brianza, a metà strada fra Como e Milano. La nube di diossina uscita dalla fabbrica fu spinta dal vento verso il Comune vicino che era Seveso, causando gravi danni cutanei soprattutto nei bambini, un’estesa moria di animali, l’evacuazione di centinaia di persone e un’esposizione prolungata a lungo termine a patologie tumorali e croniche. In un primo momento, però, non ci fu emergenza, né una comunicazione tempestiva sulla gravità dell’incidente e sulle possibili importanti ripercussioni per la salute delle persone e per l’ambiente. Soltanto dopo alcuni giorni, con i primi casi di intossicazione, scattò l’allarme: iniziarono i ricoveri, le evacuazioni, l’abbattimento degli animali infetti e i divieti di accesso alle zone contaminate. Gli effetti resero evidenti i pericoli dell’industrializzazione con poche regole, molta superficialità e incoscienza, e tante, troppe, lacune e carenze. Su questo disastro, sulle sue cause, sulle sue domande rimaste senza risposta e sulle sue conseguenze ci soffermiamo con il regista Manuel Maria Perrone che per la RSI ha realizzato un podcast originale intitolato “Cristo si è fermato a Seveso”, prendendo spunto da suo padre che in quegli anni diventò medico ambientalista.

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