"La Straordinaria Tour Vagabonde" alla Gerra di Lugano. (TiPress)

Uno sguardo alla cultura alternativa o indipendente che a Lugano è diventata Straordinaria… (3./3)

A cura di Antonio Bolzani

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È un tema che oramai da qualche anno è entrato nel dibattito pubblico: se ne discute fra i cittadini; le autorità politiche a scadenze sempre più regolari propongono, fra parecchie difficoltà, le loro soluzioni; e i giovani indicano quali potrebbero essere le strade da percorrere. Stiamo parlando della cultura alternativa e della cultura indipendente, da non confondere con l’autogestione e nemmeno con la cultura di nicchia: queste espressioni, che giungono da realtà nelle quali si fa della “controcultura” o “cultura dal basso”, sono oramai entrate nel linguaggio dei media e dell’opinione pubblica, ma non tutti hanno ben compreso cosa vogliano dire e cosa venga fatto concretamente. Nella puntata odierna proviamo a fare chiarezza su quanto ruota attorno e dentro la cultura alternativa e indipendente. Lo spunto nasce da quanto molti di voi avranno visto nell’area della Gerra a Lugano, nel quartiere di Molino Nuovo, dove -dallo scorso mese di dicembre- è presente La Straordinaria Tour Vagabonde che è una grande struttura itinerante che permette di accogliere importanti spettacoli di tutte le discipline artistiche e un pubblico di oltre 300 persone. Si tratta di un tendone nomade che propone una quantità di spettacoli e di contenuti culturali di vario tipo. L’esperienza sta riscuotendo ampi e trasversali consensi, piace molto ad un pubblico molto eterogeno e suscita curiosità, confronto e interesse. Questo tendone è in pratica uno spazio aperto alle associazioni culturali e socio-culturali della Svizzera italiana che nutrono il bisogno di operare in un luogo ben definito poiché faticano a trovarne di adeguati, idonei e disponibili sul territorio. Ma la cultura indipendente o alternativa riguarda soltanto la popolazione più giovane? Di che tipo di spazi e di quali strutture hanno bisogno i giovani? Si fa abbastanza per promuovere queste forme socio-culturali alternative alla cosiddetta cultura ufficiale e istituzionale? Chi dovrebbe occuparsi di mettere a disposizione quegli ambiti spazi: l’ente pubblico o le associazioni private? Ne parliamo nella puntata odierna.

Partecipano alla trasmissione:
Vasco
Viviani, educatore, produttore indipendente e musicofilo
Chiara Fanetti, giornalista culturale della RSI e redattrice di Cult+, il magazine culturale online della RSI dedicato a chi fa e fruisce cultura nella Svizzera italiana
Francesco Giudici, sociologo, musicista e presidente dell’Associazione Grande Velocità di Chiasso
Svetlana Rossi Cakic, presidente della Commissione di quartiere di Molino Nuovo
Noah Sartori, promotore culturale, organizzatore di eventi e musicista
Marko Miladinovic, poeta e promotore culturale