Pirmin Zurbriggen, Crans-Montana 1987
Pirmin Zurbriggen, Crans-Montana 1987 (KEYSTONE)

Gli sportivi, tra duelli da numeri uno

e solitudini esistenziali

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Eroi soli e eroi contro: capita e succede anche ai campioni dello sport. Quei numeri uno osannati e invidiati da milioni di tifosi e appassionati che, di tanto in tanto, nel corso delle loro carriere si confrontano non soltanto con rivali e avversari bravi e capaci come loro, ma anche con una sorta di isolamento competitivo da fuoriclasse. In sintesi, soli contro tutto e contro tutti. Ne parliamo oggi, partendo da due importanti e imminenti compleanni: i due più grandi calciatori dello scorso millennio compiranno gli anni rispettivamente il 23 e il 30 di questo mese. Pelè festeggerà gli 80 anni e Maradona i 60 anni. Questi anniversari ci stimolano ad approfondire e a raccontare le rivalità che hanno fatto e fanno la storia della sport, con un giro d’orizzonte dentro e oltre il mondo sportivo, per capire come vivono gli sportivi, emotivamente e agonisticamente, i loro personali duelli, rivalità che, non soltanto dividono i tifosi, ma che alimentano discussioni e dibattiti attorno al quesito: ma chi è, o chi era, il migliore e il più forte di tutti i tempi? Se pensiamo alle storiche rivalità di ieri e di oggi, da Coppi-Bartali, Koblet-Kübler, Collombin-Russi, Tomba-Zurbriggen, Regazzoni-Lauda, Borg-McEnroe o Muhammad Ali-Joe Frazier per arrivare a Federer-Nadal, Messi-Ronaldo e Lugano-Ambrì Piotta, questa rivalità esisteva già nel secolo scorso ed esisterà sempre, potete capire come e quanto lo sport è sempre riuscito ad appassionare, a coinvolgere e ad emozionare.
E voi da che parte state? E quali sono le rivalità che più vi hanno appassionato nella storia dello sport?
Insomma, con vari ospiti, cerchiamo di prendere posizione… perché lo sport, i suoi numeri uno e i suoi campioni non possono certo lasciarci indifferenti.