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Il nuovo anno tra predizioni, previsioni mancate e parole nuove

Con Elisa Manca e Sarah Tognola

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"Il futuro è come il resto: non è più quello che era. Intendo dire che non possiamo più immaginarlo con una qualche fiducia nelle nostre induzioni. Abbiamo perso gli strumenti tradizionali per prevederlo: è il lato patetico della nostra condizione". Paul Valéry

Consultare oroscopi o altre divinazioni per molti è un rito d’inizio anno. Le statistiche dicono che gli affezionati all’oroscopo sono almeno la metà della popolazione; spesso anche intellettuali e menti razionali si affidano a pratiche divinatorie. L’ex presidente americano Ronald Reagan quando era alla Casa Bianca non prendeva mai un appuntamento senza aver consultato la sua astrologa di fiducia, proprio come una volta facevano re e imperatori che prima di intraprendere qualsiasi azione di governo dovevano conoscere il parere delle stelle.

D’altronde, il bisogno di predizioni è uno specifico dell’uomo, da sempre. All’origine c’è la richiesta di essere rassicurati, di conoscere il futuro oltre l’ignoto.

Nella prima puntata dell’anno di Uno Oggi ci confronteremo con:
Antonella Di Raimondo, astrologa
Ivo Silvestro, giornalista e membro del CICAP - Comitato italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze
Mafe de Baggis, scrittrice e esperta dei media digitali
Carlo Silini, giornalista e scrittore