Disturbo, inceppamento, guasto: questo accade quando della sabbia, reale o in senso figurato, si insinua negli ingranaggi che invece tutti vorremmo ben oliati, silenziosi, efficienti nel loro indefesso e inarrestabile funzionamento.
Ma come ci arriva la sabbia negli ingranaggi?
Per cause naturali per esempio, magari quando i venti portano verso le nostre latitudini la sabbia dal deserto del Sahara.
Oppure per un uso maldestro, inesperto, incauto, sprovveduto, di un meccanismo, di un’istituzione, o addirittura di un istituto ultramillenario come la democrazia.
O ancora, qualcuno può spargere sabbia deliberatamente, proprio per produrre un disturbo o un guasto, nel qual caso la domanda che sorge spontanea è: perché? A che scopo?
Le possibili azioni volontarie di disturbo che creano battute d’arresto nella vita di singole persone o di piccole o grandi comunità sono innumerevoli. Flavia Foradini ha chiesto a due filosofi, Barbara Bleisch e Konrad Paul Liessmann, direttori del centro internazionale di filosofia Philosophicum Lech, nell’omonima cittadina del Vorarlberg, ma anche a un uomo di teatro come Milo Rau, di riflettere su questo multiforme fenomeno.
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