di David Conti
Sono piovute le prime medaglie e le prime lacrime. Di gioia o di disperazione. Sono finalmente iniziati i Giochi Olimpici. Partenze più che buone (vedi la tripletta tutta oranje nel pattinaggio di velocità), false partenze e… falsi allarmi. O, almeno, lo possiamo confermare "con ragionevole certezza" (Invernizzi dixit), anche se poi nessuno ha informato qualcuno.
Per la prima volta dal viaggio che ci ha condotti da Zurigo a Sochi, ad alcuni sono improvvisamente aumentati i battiti cardiaci. E non di certo per le mancate medaglie e per la sconfitta rimediata dalla Svizzera femminile di hockey (contro il Canada, un 5-0 tutto sommato soft), ma per quel “Please leave the building immediately” che ha rimbombato per alcuni minuti nei corridoi della sala stampa principale. Per favore lasciate l’edificio, immediatamente. Hai voglia!
C’è chi ci ride sopra e sdrammatizza, chi alza gli occhi al cielo imprecando e chi anche, forse, vorrebbe già tornare a casa. Anche qui, senza smentite né conferme. Appuntamento all’esterno, fino a nuovo ordine e normalità ripristinata in pochi minuti.
A voi cari che ci aspettate a casa, stiamo tutti bene. Se vi scrivo, è perché siamo ancora vivi. Giù di nuovo la testa e lavorare. Quest'anno niente vacanze anticipate...
Tutti fuori!
