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I Giochi dell’allegria e di Hug

Quattro medaglie per il 30enne rossocrociato

  • 19.09.2016, 01:28
  • 4 maggio, 16:56
Hug sul podio per l'oro nella maratona

Hug sul podio per l'oro nella maratona

  • rsi.ch
Di: RSI Sport 

dall'inviato Antonio D'Autilia

Come è giusto che sia, anche nella cerimonia di chiusura si osserverà un minuto di silenzio per ricordare Bahman Golbarnezhad il ciclista iraniano scomparso prematuramente a seguito di una caduta nella sua gara in programma nella giornata di sabato. Questi Giochi però sono e dovranno essere ricordati come quelli dell’allegria, un’allegria che ha coinvolto tutti: atleti, accompagnatori, tifosi e rappresentanti dei media presenti. Come in occasione dei Giochi Olimpici, il Brasile ha mostrato il meglio di se, dopo aver fatto temere il peggio.

Il pubblico ha partecipato all’evento sostenendo al massimo i propri atleti che in queste Paralimpiadi hanno fatto grandissime cose, chiudendo il medagliere con 14 medaglie d’oro e 72 complessive, da stropicciarsi gli occhi per i tifosi “verdeoro”. Medagliere dominato dallo squadrone cinese che ha distanziato di quasi 100 podi quello britannico, il quale dimostra, come già fatto durante le Olimpiadi, di avere un movimento sportivo globale in forte crescita.

A testimonianza che i Giochi Paralimpici non sono i Giochi Olimpici, ecco l’Ucraina chiudere al terzo posto davanti agli Stati Uniti. Qui le cose sono ben diverse da come siamo abituati a vedere. Di paragonabile ai Giochi del mese d’agosto, sono solo le prestazioni degli atleti, alcune anche superiori a quelle fatte registrare dai normodotati (leggi gara dei 1500m categoria T13), ma nel complesso tra le migliori della storia paralimpica, complici le ottime infrastrutture e la spinta del pubblico (eccoci nuovamente a parlare del cuore sportivo brasiliano). Alla fine quindi si può senz’altro parlare di un esperimento ben riuscito, il Sudamerica non si è distinto per organizzazione e precisione, ma ha fatto valere le sue qualità e a detta di tutti, tanto è bastato per raccogliere molti consensi.

Di consensi ne ha raccolti moltissimi il nostro Marcel Hug. Quattro medaglie in quattro gare, sono qualcosa di straordinario. È bellissima anche la drammaturgia dei successi raccolti dal 30enne nato a Neuenkirch. Due argenti ottenuti, per cominciare, e quella medaglia d’oro che sembrava una maledizione. Poi con autorità ed una supremazia disarmate, ecco il primo successo della carriera ai Giochi nella gara degli 800m, ed infine, nell'ultima giornata, quella dedicata alla maratona, l'arrivo trionfale sulle strade di Copacabana, l'inno svizzero che risuona nella zona più famosa di Rio de Janeiro e noi tutti che non possiamo fare altro che dire, ognuno nella propria lingua: Marcel sei un Grande!

Le quattro medaglie conquistate da “Silver bullet” si sommano al bronzo ottenuto da Tobias Fankhauser nella gara in linea del paraciclismo categoria H2. Un bronzo quasi offuscato dalla “grandeur” dei successi di Hug, ma che comunque rappresenta l'unica gioia giunta dai nostri alfieri della handbike, sui quali la delegazione aveva puntato molto. Chiudiamo infatti con la metà delle medaglie pronosticate, chiudiamo però con i sorrisi di chi ha potuto vivere un'esperienza indimenticabile. Perché, detto tra noi, 588 medaglie messe in palio per 4350 atleti sembrano un po' “tantine” rispetto alle nostre abitudini, ma signori, li avete visti in azione?

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