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Sochi, la magia non si può comperare

Si rientra al termine di un’Olimpiade comunque riuscita

  • 23.02.2014, 16:49
  • Ieri, 12:49
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  • Keystone
Di: RSI Sport 

di David Conti

Sarebbe stata la perfetta chiusura del cerchio. La prima medaglia ai Giochi olimpici e l’ultima, sempre nel segno di Dario Cologna. Purtroppo il destino ha voluto altrimenti. Si torna a casa con undici medaglie, non male se si pensa che l’obiettivo di Swiss Olympic era fissato a dieci. Forse troppo poco se si considera che al giro di boa si era già a quota sette. In cuor nostro ci abbiamo creduto: avvicinare il primato stabilito a Calgary nel 1988 era pensabile. Eccome.

Si torna a casa. A dare voce al silenzio che regna nel complesso in cui alloggiamo, nelle ultime ore, ci hanno pensato le valigie, trainate a qualsiasi ora del giorno e in partenza verso ogni parte del mondo. Una calma che ha contraddistinto un’Olimpiade sintetica, ben organizzata certo, ma senza magia né fervore. Nemmeno le gesta degli atleti hanno ubriacato di gioia un pubblico per lo più di casa. Per quello, meglio la vodka. La magia, quella, purtroppo non si può comprare.

Il campanilismo l’ha fatta da padrone. E nell’Olimpiade dei russi, sono mancati proprio i simpatizzanti provenienti da Europa e Nord America. È mancato insomma quel tocco in più che avrebbe acceso definitivamente questa 22a edizione di Giochi olimpici invernali. Tra quattro anni, a Pyeongchang, si tornerà alla normalità. Un appuntamento all’insegna della semplicità se paragonata all’acromegalia russa. Il parco olimpico sarà sempre sul mare, ma il budget sarà inferiore di 41 miliardi rispetto a Sochi. Un’avventura comunque indimenticabile. Ed esserci è stato bello.

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