dall'inviato a Zurigo Marcello Ierace
È un po' come trovarsi a Natale con un pacco splendido e dentro un regalo non proprio indimenticabile. Tipo un dopobarba o un libro che hai già letto. Fai la faccia contenta, per cortesia, e lo metti via. La sensazione del weekend di Supercoppa all'Hallenstadion è stata un po' quella.
Organizzazione perfetta, cornice da grandissimo evento, accoglienza impeccabile. Cambi di campo a tempi record, presentazioni delle squadre assolutamente notevoli, addirittura concerti dal vivo tra un match e l'altro. Luci, musiche pompate al massimo, roba da grandi emozioni insomma. Però una cosa per pochi intimi. Perché il pubblico è stato il grande assente di questa due giorni di sport. Una cinquantina di persone per il primo match di sabato mattina (basket femminile) e poi leggermente a salire. Ma senza arrivare mai alle cifre sperate.
I motivi sono tanti. Il periodo non proprio felicissimo per gli sport al coperto, tanto per cominciare. Solo il campionato di pallamano è già partito, mentre le altre sono ancora in fase di preparazione (con l'unihockey si inizia fra due settimane e per basket e volley manca ancora un mese): ciò ha portato al forfait del Volero, squadra trainante a Zurigo, e la presenza di collettivi altamente rimaneggiati e a corto di condizione. A questo aggiungiamo poi anche la sfortunata contemporaneità della finale maschile di unihockey (uno degli eventi clou) con la decisiva Svizzera-Slovenia di calcio. Il livello non proprio eccelso e con scarso seguito di alcune nostre discipline (vedi basket femminile) ha fatto il resto.
Peccato, perché lo sforzo è notevole e gli obiettivi sono, giustamente, alti. Se l'evento sarà ripetuto - si spera - dovrà per forza essere rivisto, a partire proprio dalle tempistiche.
Supercoppa, immagini del weekend (06.09.2015)
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