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Tutta colpa di un bagnetto

L'editoriale firmato da Stefano Ferrando

  • 27.07.2016, 01:04
  • Ieri, 15:34
Il ginocchio malandato

Il ginocchio malandato

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Stefano Ferrando

Il 2016 è l'anno che...ha riportato Roger Federer sulla terra, annus horribilis, la stagione (la prima dal 2001 senza titoli per il Divino) che verrà ricordata come quella del blackout a Wimbledon quando una nuova finale era in punta di racchetta, del forfait a Parigi, di un fisico che, mostrati nuovi scricchiolii, non ha retto alle sollecitazioni consigliando un lungo stop, della sua uscita dalla top 10 (preparatevi, ma la matematica non lascia speranze) e di un bagnetto che più sfortunato non poteva essere.

Già, cosa diranno Myla Rose e Charlene Riva quando, fra qualche anno, qualcuno ricorderà loro che quel pomeriggio di fine gennaio ci hanno privato degli ultimi Giochi della carriera di papà Roger e tutto.. per un rilassante bagnetto? Loro felici, con Lenny e Leo, se lo godranno a casa fra una seduta di fisioterapia e un allenamento per ritrovare la forma e la fiducia in quel fisico che, per anni, gli ha permesso di dispensare autentiche lezioni con una regolarità impressionante. E non dovranno temere che qualche zanzara impertinente punga il real braccio del Divino. Ma noi?

Già, noi che avevamo provato sulla nostra pelle a vivere a Parigi uno Slam senza Federer (che noia mostruosa), che avevamo fatto, nonostante tutto, spallucce davanti ai diversi forfait stagionali, sicuri che il giardino di Wimbledon e Rio ci avrebbero restituito il nostro eroe preferito, ed invece... il Centre Court ha messo fine al 2016 di Federer. Pensare di passare sei mesi senza Tennis (anche per il dizionario oramai sinonimo di Roger Federer) manderà qualcuno fuori di zucca, molti non guarderanno più un match fino al 2017, altri distrattamente butteranno un occhio e commenteranno "sì, bravi questi, ma il tennis di Roger...".

Da bravo papà Roger ha voluto riunire, seppur virtualmente, tutti i suoi tifosi e comunicare via Facebook la mesta e inattesa novella, arrivata come un fulmine a ciel sereno in una calda serata estiva di fine luglio. Qualche riga che sarà costata sofferenza a chi è abituato a regalare sorrisi, ma nella quale gli stessi tifosi, o dovremmo oramai chiamarli adepti, hanno trovato un motivo di fiducia: Roger si ferma sì, lo fa a metà di una stagione nera senza uno straccio di titolo, ma lo fa per garantirsi un altro paio d'anni di tennis ad alto livello.

Lo so, è poca cosa al momento, soprattutto se pensiamo a US Open e ATP Finals orfane del basilese. Bisogna avere pazienza, ma se così fosse davvero, barattare cinque mesi senza Federer per un 2017 e (speriamo) un 2018 al meglio non sarà poi tanto male. A proposito: quanto manca alla prossima Hopman Cup?

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00:38

Tennis, il servizio su Roger Federer (Telegiornale 26.07.2016, 20h00)

RSI Sport 26.07.2016, 23:18

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