di David Conti
Impossibile stare al passo con il programma olimpico, infarcito quotidianamente di conferenze stampa, qualifiche e finali. A rotazione, trascorriamo le nostre giornate sulle piste, oppure talvolta – come oggi – a qualcuno capita di rimanere rintanato, qui, nei locali della SRG SSR. Tra un montaggio e una diretta, tra un “pezzullo” per il sito e un caffè, diamo un’occhiata al televisore per cercare di non perdere nulla di questi Giochi. O almeno ci proviamo. Accorgendoci che, a caratterizzare questa 22a edizione, sono state decisamente le lacrime, da ultimo quelle di Bode Miller nello sci e di Chloé Trespeuch nello snowboard.
Definirle Olimpiadi del pianto sarebbe tuttavia sproporzionato, anche perché in questo appuntamento quadriennale, le lacrime fanno parte del gioco. Quattro anni condensati in una gara, in poche gare, e altrettanti per prendersi l'eventuale rivincita. Tenendo conto di presumibili infortuni e dell'inesorabile trascorrere del tempo. Per molti, infatti, Sochi sarà il capolinea. Ultima fermata che speriamo non sia quella della russa Maria Kommissarova, la freestyler rimasta gravemente ferita in seguito a una caduta. Lacrime di dolore che hanno scosso tutti e riportato alla mente il tragico incidente di Vancouver dove il georgiano Nodar Kumaritashvili perse la vita nella sua ultima discesa in slittino.
Lacrime che non sfuggono a telecamere e obiettivi, talmente evoluti che riescono pure a riprendere quell'attimo che anticipa un brivido. Lacrime che hanno ragione d'esistere. Lacrime che sono le epistassi del cuore. Ricorderemo a lungo la delusione di Lara Gut dopo il bronzo in discesa, o la gioia infinita di Dominique Gisin sul podio per una medaglia d'oro inaspettata, o ancora quelle di alcuni tifosi russi dopo il forfait di Plushenko, fuori dall'Iceberg Arena. Lacrime che non macchieranno il libro sul quale queste Olimpiadi stanno scrivendo un altro pezzo di storia dello sport.
Bode Miller non trattiene l'emozione
Dominique Gisin sul podio per una medaglia d'oro inaspettata
Chloé Trespeuch incredula per il bronzo conquistato
La delusione di Lara Gut dopo il bronzo in discesa
Lo Zar getta la spugna
