Il calcio alle prese con zone d'ombra giuridiche
Il calcio alle prese con zone d'ombra giuridiche (Keystone)

"Servono soluzioni condivise"

L'avvocato Vittorio Rigo fa chiarezza sulla questione dei contratti in scadenza a giugno

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Il calcio si sta rimettendo in moto, ma le questioni da chiarire, in vista della ripresa delle competizioni, sono ancora parecchie. La sospensione forzata dovuta al coronavirus farà infatti sforare i calendari ben oltre il 30 giugno 2020, data in cui i contratti di molti calciatori scadono. L'inghippo giuridico è spinoso. Prova ne è il monito lanciato dal presidente del Sion Christian Constantin, che minaccia di adire le vie legali per tutelare gli interessi della società vallesana. L'avvocato Vittorio Rigo, esperto di diritto sportivo, invoca un forte segnale da parte del governo del calcio: "Bisogna dare soluzioni omogenee e condivise ai vari campionati, così da evitare spiacevoli incoerenze che potrebbero rendere complesse le trattative internazionali".

Mai come in questo caso la FIFA deve interpretare il suo ruolo fino in fondo Vittorio Rigo

In punto di diritto, l'estensione automatica dei contratti non sembrerebbe una soluzione attuabile. Il consulente di numerosi top player e squadre di Serie A caldeggia il dialogo: "Ritengo che un accordo non possa essere prolungato unilateralmente da parte delle federazioni. Penso piuttosto a delle proroghe frutto di discussioni tra giocatori e club, fermo restando che un calciatore, se lo desiderasse, dovrebbe potersi liberare".

 
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