Dall'inviato a Lucerna Marcello Ierace
Quinta giornata di Europa League, cosa resta?
È da non crederci. Dopo quel primo quarto d'ora in Israele prorio non ce lo saremmo aspettati di arrivare al termine della quinta giornata a fare i conti con differenze reti e scontri diretti. Sembrava un'avventura, quella di Europa League, ostica, tutta in salita, che per il Lugano avrebbe riservato - parafrasando Winston Churchill - solo lacrime, sudore e sangue. E invece proprio quell'inizio da tremarella, coi ragazzi di Tami pietrificati nel torrido catino di Beer Sheva, è alla fine risultato decisivo ai fini della qualificazione. Quella manciata di minuti, assieme ai sette di totale smarrimento del match casalingo contro lo Steaua Bucarest. Due partite in cui si potevano fare punti, un paio ma anche di più. E poi (forse, eh...) sarebbe stato tutto diverso.
Cosa può cambiare?
Questi altri tre punti conquistati a Lucerna se non hanno offerto un passaggio del turno (che comunque sarebbe stato un risultato davvero eccezionale), quantomeno hanno permesso al club bianconero di incassare ancora quasi mezzo milione che consente di rimettere un po' più in equilibrio il bilancio economico di quest'impegno europeo che, per come si era messo, rischiava di diventare decisamente problematico. Ma non solo di vil denaro bisogna parlare. Perché la campagna continentale ha fatto crescere la squadra, fornendo ai giocatori, partita dopo partita, una fiducia nei propri mezzi che probabilmente nemmeno credevano di avere. "Nessuno ci ha mai messo sotto", ha confermato Tami nel dopopartita di giovedì sera. E bisogna dargli tutta la ragione del mondo. L'abbiamo detto fin dall'inizio e lo ribadiamo anche oggi: il Lugano - questo Lugano - in Europa ci può stare. "Un'esperienza da rivivere", sempre citando il tecnico bianconero, che ha ricordato che in Europa League si può arrivare anche passando dalla Coppa Svizzera. E giovedì c'è un delicatissimo quarto di finale col Grasshopper, tutto da giocare.
Il punto sul girone
Il punto, stavolta, è il punto della fine. Perché, ahinoi, i giochi sono fatti e, conti alla mano, il Lugano viene punito dal severo (troppo severo) 4-1 subito a Plzen tre settimane fa che ha ribaltato l'altra splendida vittoria per 3-2 ottenuta nell'ormai casalinga LuzernArena. Numeri che hanno reso vano il successo sul Beer Sheva. "Ma non c'è mai gusto amaro in una vittoria, una vittoria non è mai inutile", ha detto ancora Pier Tami. Parole che sottolineano anche la fierezza di aver smentito chi faceva facile ironia sull'avventura bianconera in un contesto che appariva fin troppo grande. E invece, dopo cinque partite, il Lugano si trova con il doppio dei punti dello Young Boys, che era confrontato con un girone probabilmente più agevole di quello dei ticinesi. Son soddisfazioni.
Il servizio con Pier Tami (Rete Uno Sport 24.11.2017, 07h30)
RSI Sport 24.11.2017, 09:36
Contenuto audio
Europa League, l'abbraccio dei tifosi ai giocatori del Lugano (23.11.2017)
RSI Sport 24.11.2017, 07:25






