Ciclismo

Froome: "Giusto che si controlli"

Al Romandia si torna a parlare di doping meccanico

  • 27.04.2016, 16:08
  • Ieri, 15:20
Il britannico spesso additato

Il britannico spesso additato

  • Keystone
Di: RSI Sport 

Con la squalifica di sei anni della belga Femke van den Driessche per frode tecnologica è tornato prepotentemente a galla il discorso su questa nuova dimensione di doping. Un tema tornato caldo già qualche settimana fa con l'indagine svolta dal programma francese Stade 2 e dal Corriere della Sera, che ha rivelato la possibile presenza di sette motori diversi durante la Strade Bianche e la Bartali e Coppi grazie ad una telecamera termica.

L'argomento era però già stato toccato durante il Tour de France 2015, coinvolgendo anche il vincitore Chris Froome, che ora è tornato a parlare dell'argomento: "Il documentario non l'ho visto e non posso commentarlo. Ma ho spesso parlato con l'UCI di motori elettrici, chiedendo controlli più sofisticati. Se ne parla ed è giusto che si controlli. La mia bici è stata più volte smontata ed analizzata", ha dichiarato il britannico.

I fatti gli danno ragione: nelle classiche del Nord sono stati effettuati oltre duecento controlli, al Tour de Romandie un team di esperti si occupa della verifica di telai, pedali e ruote, insomma degli spazi dove si potrebbero nascondere i mini motori a batteria difficilissimi da rilevare.

"Sono sicuro che si possa fare di più e so che si stanno adoperando per avere la giusta tecnologia. Immagino che queste inchieste TV metteranno più pressione sui commissari"

Chris Froome

01:37

Il servizio con Chris Froome (Rete Uno Sport 27.04.2016, 07h00)

RSI Sport 27.04.2016, 09:45

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