Di Giancarlo Dionisio
Quarto giorno, quarto vincitore di tappa, quarta maglia rosa. Cifre che lascerebbero immaginare una giornata spettacolare, una girandola di esplosioni, una giostra di lapilli e lava capace di dispensare scariche di adrenalina ai corridori ed al pubblico che attendeva il suo eroe, Vincenzo Nibali. Invece l'Etna, oggi, ha sonnecchiato. Lo Squalo ci ha provato, anzi fra i big è stato l'unico che ha osato lasciare un segnale. Ma si è trattato di un colpo a vuoto. Di un attacco ancora più timido del primo bacio dato di nascosto. Nairo Quintana, l'altro faro della corsa, non ha neppure risposto personalmente.
Due gesti, due atteggiamenti che mi portano a pensare che il match odierno fra i due, finisce sì, in parità, se ci atteniamo alle cifre, ma ai punti, sul piano strettamente psicologico, il colombiano può considerare questo round come suo.
Intanto, davanti, lo sloveno Jan Polanc della UAE Team Emirates resiste dopo una fuga di 180 km e si gode il suo secondo successo in solitaria dopo quello di 2 anni fa sull'Abetone, mentre Bob Jungels, esattamente come 12 mesi fa veste la maglia rosa. Lo scorso anno tutti si chiesero fino a dove l'avrebbe portata. Il giovane campione del Lussemburgo giunse sesto nella classifica finale, dimostrando di essere un corridore completo. Quest'anno se fortuna e salute lo sosterranno, potrebbe salire ancora più in alto.
Giro d'Italia, l'arrivo della quarta tappa (09.05.2017)
RSI Sport 09.05.2017, 17:44





