Un gruppo unito
Un gruppo unito (Keystone)

È una Svizzera che non si deve nascondere

La Nazionale di Fischer può arrivare in fondo, a patto che si alzi il livello in difesa

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dall'inviato a Helsinki Ariele Mombelli

Non si deve nascondere, questa Svizzera. Non lo ha fatto fino ad ora, in un Gruppo A chiuso brillantemente al primo posto con un en plein di vittorie, e non lo deve fare nemmeno nella fase ad eliminazione diretta. Forse mai, come in queste partite, il gruppo allenato da Patrick Fischer ha dimostrato di essere una squadra così unita. E pure forte. Perché se è vero che con l'esclusione della Russia il girone di Helsinki si presentava come un ostacolo tutto fuorché insormontabile, è altrettanto vero che a recitare il ruolo di favorito era quel Canada 27 volte iridato e campione in carica. Quel Canada che forse per la prima volta nella nostra storia abbiamo messo sotto in tutto e per tutto: nel risultato, in classifica e, soprattutto, nel gioco. Sì, questa Svizzera ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo.

A parlare fin qui sono anche i numeri emersi nel torneo. La nostra Nazionale è la squadra che ha segnato di più (34 gol), con un'efficacia al tiro del 13,7% (terzo posto), che può contare pure sul migliore powerplay (36,36%) e sul secondo migliore penalty kill (92,31%). Statistiche, queste, nettamente migliori a quelle dei nostri prossimi rivali, quegli Stati Uniti che in tanti indicano come il miglior avversario che potesse capitare nei quarti, ma che sono estremamente difficili da scardinare (solo 12 gol subiti). Ed è proprio lì, nel reparto difensivo, che la Svizzera sarà chiamata a compiere un salto di qualità. Lo testimonia la (bassa) percentuale di parate di Genoni, Berra e Aeschlimann (88,81%, solo nono posto), lo ribadiscono i tanti errori individuali (vedi Egli e Corvi negli ultimi due incontri) e lo dicono pure le tante penalità incassate (86' passati in panchina, la seconda più penalizzata). A Fischer, dunque, il compito di trovare soluzioni adeguate, in una squadra che sul fronte offensivo può invece contare sull'ottimo stato di forma di Malgin, Hischier, Suter e Meier tra gli altri.

Questa, insomma, sarà la chiave. Per superare i quarti e - perché no - arrivare fino all'ultimo atto. Come a Stoccolma nel 2013, quando furono appunto sette vittorie su sette nella fase a gironi. D'altronde pure l'highest ranked team, che di fatto ci permetterebbe di evitare Finlandia e Svezia in semifinale, è lì a sottolinearlo. No, questa Svizzera non deve nascondersi.

 
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