I ds a confronto
I ds a confronto (RSI)

Ajoie un bene per la NL e contratti lunghi

Hnat Domenichelli e Paolo Duca si sono confrontati su questi e altri temi alla DS

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L'Ajoie in National League e contratti a lunghissimo termine. Due temi di cui si è parlato ieri alla Domenica Sportiva con i ds di Lugano e Ambrì, oltre alle emozioni della prima nel nuovo stadio in Leventina e i bilanci della prima settimana di campionato, temi su cui hanno espresso pareri diversi Hnat Domenichelli e Paolo Duca.

La nuova squadra presente nel massimo campionato per potervi militare ha più che raddoppiato il proprio budget (da 3,5 a 7,2 milioni), restato tuttavia il minore di tutta la Lega. "Per loro è un bene, ma io sono un po' preoccupato per come andrà nei prossimi anni", ha spiegato il dirigente bianconero. "Una cosa è salire e l'altra è restare, continuare a costruire, perché mantenere una squadra in serie A è caro. Per quello che hanno fatto hanno meritato il posto in NL, ma non so se a livello di società hanno la volontà di restare a lungo termine".

"Io trovo che sia molto bello", ha affermato il suo omologo biancoblù. "Non mi spaventa la Lega a 14 squadre. Io penso ci siano abbastanza giocatori per avere un campionato a 14 squadre e di livello. Sono contento che realtà come quella dell'Ajoie riescano grazie a impegno e determinazione a raggiungere dei risultati sul campo che permettano di arrivare fino in National League".

Altro argomento di discussione è stato la tendenza vista nelle ultime settimane a sottoscrivere contratti a lunghissimo termine con determinati giocatori: "Uno dei motivi è che non ci sono abbastanza svizzeri a questo livello", ha indicato Domenichelli. "Parliamo di un bacino di 300-400 ragazzi che giocano a questo livello, mentre i top nazionali sono una ventina di giocatori, quindi questi club vogliono blindarli". Diverso il pensiero di Duca: "Io penso che ogni trattativa abbia una storia a sé. Ogni tanto meglio firmare qualcuno a lungo termine, perché dare una certa sicurezza anche al giocatore fa abbassare un pochettino le cifre in termini assoluti.  Il contratto corto spesso è un po' più alto perché c'è una certa dose di rischio anche per il giocatore. Non credo sia una tendenza o una moda".

 
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