Dall'inviato a Parigi Luca Pedroni
C'è un po' di Ticino anche nell'organizzazione dei Mondiali di hockey parigini, grazie a Flavio Nodari. Il 46enne è un volto noto dell'hockey al Sud delle Alpi, perché normalmente svolge la funzione di videocoach dell'HC Lugano. In occasione della rassegna iridata il club bianconero lo ha però "prestato" alla IIHF, questa volta nel ruolo di videocoach degli arbitri impiegati nel torneo.
Il luganese ci racconta come è nata questa collaborazione: "Il tutto è cominciato tre anni fa con i Mondiali U18 a Zugo, poi la cosa si è ripetuta l'anno successivo in Finlandia per quelli U20, fino a quest'anno quando mi hanno chiamato per il Mondiale principale".
"Lavorare per la Nazionale sarebbe un sogno"
Flavio Nodari
Lo scopo è quello di migliorare la qualità dell'arbitraggio: "Con il sistema che usiamo, basato sui filmati preparati durante la partita, già dopo il 60' gli arbitri incontrano i supervisori che discutono con loro di quanto fatto. C'è poi un sistema di valutazione che entra in gioco in seguito, per decidere le assegnazioni per i vari match".
Da ormai 4 anni al servizio dell'HCL anche come analista, Nodari spiega le differenze tra i due ruoli: "Con il Lugano facciamo le cose più tattiche, a livello di sistema di gioco. Con gli arbitri si deve invece guardare quello che fanno, la loro posizione, come si muovono e il linguaggio del corpo".
Mondiali, l'intervista a Flavio Nodari (16.05.2017)
RSI Sport 16.05.2017, 16:01
Legato a Rete Uno Sport del 16.05.2017, 12h30.

