Hockey

Hnat - HCL, un bel matrimonio

L'editoriale di Piergiorgio Giambonini sul nuovo ds bianconero

  • 28.05.2019, 16:30
  • Ieri, 21:22
Con la maglia bianconera nel 2013

Con la maglia bianconera nel 2013

  • Ti-Press
Di: RSI Sport 

di Piergiorgio Giambonini

Alla Resega (o Cornèr Arena che chiamarla si debba) va dunque in scena l’ennesimo nuovo progetto. Stavolta, però, nuovo in assoluto, perché rinnovato nella sua totalità, o quasi. Fatta eccezione per la presidenza, che giustamente Vicky Mantegazza non intende mollare – tantomeno in un momento così delicato e quindi così importante – tutto il resto nella fatidica stanza dei bottoni è appunto nuovo: nuovo è il (ruolo di) CEO o amministratore delegato che dir si voglia; nuovo è l’allenatore, ruolo che a Lugano scotta da sempre come in nessun altro posto sul pianeta hockey; nuovo è da oggi il direttore sportivo.

Fa ed è parecchio strano, semmai, che in scena sia Kapanen sia Domenichelli entrino a squadra 2019-20 già bell’e che impostata. Detto (o piuttosto ribadito) fra parentesi: non è assurdo che, dopo una stagione come l’ultima, il Lugano abbia confermato con larghissimo anticipo tutti e quattro i suoi stranieri? Parentesi chiusa.

Se Werder s’è ritrovato a lavorare già sul presente (pur se il suo mandato partirà ufficialmente solo il 1° agosto), Kapanen e Domenichelli lo fanno e lo faranno in proiezione futura, con priorità al breve rispettivamente al medio termine.

Domenichelli, dunque: dopo il decennio chiuso in netto passivo da Habisreutinger, tocca all’ex fromboliere di HCAP e dello stesso HCL contribuire in primissimo piano a quella che s’annuncia appunto come una vera e propria ricostruzione di club e squadra. E gli tocca farlo nel bel mezzo di un periodo storico in cui l’hockey bianconero è scivolato in seconda fascia per potenza sia sportiva che finanziaria. Perché altri, da ormai qualche anno a questa parte, dettano le leggi dell’hockey svizzero.

Intanto, sul conto del nuovo DS bianconero (forse) aleggia un unico dubbio, legato a quella che era diventata la sua seconda carriera come procuratore di giocatori anche molto importanti. Ma su questo aspetto ci sembra inutile e pure scorretto addentrarci: i processi alle intenzioni, del resto, sono sempre banali. Domenichelli è stato giocatore ottimo e affidabile, e tale è stato anche come "agente". Se ora molla questo ruolo per tornare a lavorare solo per l’HCL, non lo fa certo per denaro: è una questione, invece, di visioni e di motivazione.

Domenichelli è uno che il mondo dell’hockey lo conosce per davvero benissimo in ogni sua sfaccettatura, e che ancora meglio lo ha conosciuto in questi ultimi cinque anni. Ha esperienza, ha contatti, ha competenza, ha anche "cuore". E adesso mette tutto questo a disposizione del "nuovo HCL". Perché dubitare, allora, che in questo momento non sia, reciprocamente, la scelta giusta?

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NL, l'intervista a Vicky Mantegazza (28.05.2019)

RSI Sport 28.05.2019, 16:35

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