HOCKEY - NATIONAL LEAGUE

Il Lugano fa e disfa, il Rapperswil ringrazia e sorpassa

In pieno controllo fino al 40’, i bianconeri cedono per poi arrendersi ai rigori

  • 44 minuti fa
  • 1 minuto fa
Sanford ancora a bersaglio

Sanford ancora a bersaglio

  • Keystone
bandiera

3 - 2 dr

0-1

0-1

2-0

bandiera

Rapperswil

Lugano

  • 44'

    Zangger

  • 56'

    Jelovac

  • 17'

    Sanford(PP)

  • 28'

    Canonica(PP)

Di: Nicola Rezzonico, in redazione

Da un lato la squadra più in forma del campionato, dall’altro quella che più sta faticando. Se a ciò si aggiunge l’esito dei due precedenti, unito a quanto stava accadendo fino al 40’ di oggi, il terzo duello stagionale tra Lugano e Rapperswil pareva avere ben poca storia. E invece, a causa di un terzo periodo che ha rovinato tutto ciò che era stato (ottimamente) costruito in precedenza, i bianconeri non sono riusciti a cavalcare l’onda del derby, né tantomeno a spingersi ancor più in su staccando i rivali odierni. Anzi, il 3-2 maturato dopo i rigori consente agli uomini di Lundskog di operare il sorpasso in zona playoff diretti: peccato, perché per Thürkauf e soci - soltanto alla terza sconfitta nelle ultime 13 uscite - l’occasione era più propizia che mai.

Presentatisi alla St. Galler Kantonalbank Arena con i medesimi effettivi del derby (Jesper Peltonen ha però ripreso il suo abituale posto in difesa), i bianconeri hanno subito individuato nel powerplay - fin qui non proprio efficacissimo… - l’arma in più per mettere sotto i padroni di casa. E se il primo tentativo di giornata è fallito per una questione di centimetri (vedi la traversa ammaccata da Fazzini), al secondo la banda sottocenerina non ha perdonato: merito di Sanford, che ha sfruttato una situazione di doppia superiorità numerica per iscrivere il suo ottavo gol in Svizzera. Sempre più una certezza, il casco giallo americano, proprio come Schlegel. Sì, perché nel mezzo si è reso fondamentale anche l’intervento del portierone numero 34 - provvidenziale in una sorta di rigore contro Fritz - per evitare che il pomeriggio assumesse immediatamente una piega ben più pericolosa.

Un’ulteriore rete in powerplay - e sempre l’ottava in stagione, stavolta per Canonica - e un secondo, beffardo ferro, sempre sul conto di Fazzini. È così che si è giunti alla seconda pausa, dopo un periodo, quello di mezzo, in cui lo spettacolo si è fatto meno avvincente e la confusione (almeno a tratti) ha preso il sopravvento. Ciò che non è mai mancato, in ogni caso, è il rigore difensivo, quella fame su ogni disco che, da ormai qualche tempo, è una piacevole costante in casa bianconera. Almeno fino al 43’57”, quando Zangger (a cui va comunque riconosciuta la bellezza del gesto tecnico) si è ritrovato troppo libero per insaccare il più classico gol dell’ex. Il primo squillo locale ha allora finito per destabilizzare gli ospiti, vieppiù schiacciati nel proprio terzo e - in uno dei rari momenti di pressione sangallese - puniti una seconda volta da Jelovac al 55’42”. Un duro, durissimo colpo al morale, che ha seriamente rischiato di compromettere anche l’overtime: solo il palo e una parata prodigiosa di Schlegel hanno permesso all’HCL di giocarsi la vittoria ai rigori, dove però la freddezza - i tre errori in tre tentativi parlano da soli - se n’era già andata.

Legato a Sport e Musica 30.11.2025

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