La vicenda di falsificazione di documenti di Patrick Fischer continua a far parlare e si arricchisce di un nuovo capitolo. Se da una parte la SIHF ha attualmente sospeso le comunicazioni e ritenuto il caso chiuso, non si può dire lo stesso della Federazione Internazionale di hockey (IIHF) che - come pubblicato dalla NZZ - ha deciso di avviare un’indagine interna per far luce sulla partecipazione dell’allenatore della Svizzera ai Mondiali del 2021 (Riga), quelli del 2022 (Helsinki) e le varie partite di prova in Francia e in Germania.
Questi eventi erano infatti organizzati dall’IIHF stessa rispettando rigide norme anticovid vigenti nei Paesi ospitanti, non solo quelle in Cina durante le Olimpiadi: il torneo in Lettonia è stato disputato in una “bolla” senza spettatori, mentre in Finlandia le squadre erano sottoposte a varie imposizioni, come l’obbligo vaccinale nel caso non ci fosse un’esenzione medica ufficiale dell’IIHF (chiaramente non rilasciata nel caso del selezionatore elvetico) o una guarigione certificata da Covid-19 nei 90 giorni precedenti all’evento.
La IIHF indaga dunque se anch’essa sia parte lesa nell’aggiramento delle regole di Fischer, sospettato ora di aver utilizzato il medesimo certificato falso. Il Blick riporta che, violando l’integrità, il rispetto delle regole internazionali e delle norme di sicurezza durante gli eventi, il 50enne rischia di andare incontro ad altre pesanti sanzioni e squalifiche che possono variare dai 2 ai 10 anni.

Rete Uno Sport
Rete Uno Sport 15.04.2026, 12:50
Contenuto audio
Nazionale, il servizio sul falso certificato COVID di Patrick Fischer e l'intervento in studio di Ivan Zippilli (Telegiornale 14.04.2026, 20h00)
RSI Sport 14.04.2026, 20:29



