dall’inviato Piergiorgio Giambonini
MINSK Da una parte la delusione, l’enorme delusione. Dall’altra la rabbia, altrettanto pesante. E poi la consapevolezza che molto probabilmente anche questo Mondiale la Nazionale di Sean Simpson lo concluderà troppo presto, esclusa dai playoff, come già era successo a Kosice nel 2011 e di nuovo a Helsinki nel 2012, per non dire di Sochi: insomma, in 3 dei 5 appuntamenti gestiti dal coach uscente.
Già, perché se con questa nuova formula del torneo, per arrivarci ci vogliono sempre e comunque 4 vittorie, e queste 4 vittorie i rossocrociati dovranno ora andare a cercarsele non solo contro Germania, Kazakistan e Lettonia – come appunto da logico copione – ma pure contro la Finlandia. Che è sì partita con due sconfitte contro Lettonia e Russia, ma che, tanto per dire, i playoff da quando esistono non li ha mai (mai!) mancati, e che l’ultima volta dalle top-8 era stata assente nel 1955.
Ma prima di guardare avanti, e di farlo invero con un livello di preoccupazione e di scetticismo ormai di gran lunga superiore a quello delle speranze, guardiamo ancora un po’ indietro. Consegniamo cioè agli archivi ed alla (stavolta triste) storia quel che è successo e non successo contro la Bielorussia: per ribadire che in quello che era il primo “spareggio” da vincere a tutti i costi, la Svizzera non è stata praticamente mai capace di imporre velocità e semplicità al suo incedere. Contro una squadra solida dietro eppure ficcante – spesso più ficcante di noi! – in fase offensiva, si è giocato con l’attitudine, o meglio con l'atteggimento sbagliato, quello cioè del “tanto prima o poi in qualche modo la vinciamo”. Niente di più pericoloso. E difatti fatale.
Anche nei loro migliori momenti i rossocrociati non hanno messo le marce lunghe, continuando a portare a spasso il disco invece di dare intensità, verticalità e continuità al gioco offensivo. Il tutto parallelamente a un assetto difensivo che ha di nuovo accusato troppi blackout: ne avevano già approfittato gli americani, ne hanno approfittato pure i bielorussi. Riassumendo: non si è stati capaci né di prendere concretamente in mano la partita mettendo sotto vera pressione l’avversario, né tanto meno di “ucciderla”, prima sul 2-1 (18’), poi sul 3-2 (44’). E nel finale la si è definitivamente regalata alla Bielorussia ed alla sua appassionata platea, con un pasticcio difensivo pagato con il 3-3 al 50’ ed uno spettacolare break sull’asse Sergei Kostitsyn (già autore di una doppietta e costante spina nel fianco elvetico) - Grabovski a costarci partita e, quasi certamente, Mondiale. Delusione e rabbia. Tanta, tantissima.
Ed incredulità, per finire, a fronte non solo di quello 0 in classifica, ma pure di una lunga serie di sconcertanti annotazioni statistiche:
contro la Bielorussia solo Josi, Schäppi e il poco impiegato Stancescu sono usciti con una statistica positiva (tutti +1); i peggiori Seger, Blum, Cunti e Hollenstein a -2
dopo tre partite solo il non ancora 18enne Fiala (anche perché meno impiegato rispetto ad altri attaccanti) è a +1, e i peggiori sono Blum, Brunner, Romy ed Ambühl a -3
dal 92,1% di tiri parati contro gli USA, la statistica di Berra contro la Bielorussia è crollata a 82,6: peggio di Genoni contro la Russia (83,9)
efficienza realizzativa 15° posto; powerplay 15° e portieri 12°; si salva solo il boxplay, 6°
Le voci degli elvetici
Contenuto audio
Il servizio con Sean Simpson (Rete Uno Sport 13.05.2014, 12h30)
RSI New Articles 13.05.2014, 11:04
Il servizio con Kevin Fiala (Rete Uno Sport 13.05.2014, 07h20)
RSI Sport 13.05.2014, 11:33
Le dichiarazioni di Roman Josi (Rete Uno Sport 13.05.2014, 08h00)
RSI Sport 13.05.2014, 11:04
L'intervista a Pat Cortina (Rete Uno Sport 13.05.2014, 17h30)
RSI New Articles 13.05.2014, 21:53
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