Il coach leventinese in studio
Il coach leventinese in studio (rsi.ch)

"Ricarico le batterie da solo su una montagna"

Ospite del Villaggio di Rete Tre Luca Cereda si è svelato sotto una luce diversa dal solito

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Quattro giorni di pausa tra una prima parte molto dura di preparazione e la trasferta a Bolzano, dove l'Ambrì sarà impegnato in un torneo quadrangolare, hanno permesso a Luca Cereda di fare una capatina al Villaggio di Rete Tre. Ospite del trio Guglielmoni-Balmelli-Casolini il coach di Sementina si è messo in gioco, mostrandosi sotto una luce diversa rispetto a quella cui siamo abituati a vederlo prima, durante e dopo le partite dei leventinesi.

Mi sorprende che Inti abbia trovato la strada per la palestra Luca Cereda

Oltre alle gag divertenti e ad un esilarante siparietto conclusivo con Pestoni, collegato al telefono, il quasi 41enne ticinese ha anche svelato alcuni aspetti meno conosciuti del suo carattere e dei suoi gusti hockeistici. "Sono un introverso, il mio modo ideale per ricaricare le batterie sarebbe quello di salire da solo in cima a una montagna - ha ammesso Cereda che ha proseguito, incalzato dalle domande di Casolini - La qualità del mio giocatore tipo è la perseveranza, mentre se avessi possibilità illimitate porterei ad Ambrì uno tra Ambühl, Malgin e Kahun. Un mio grande difetto è forse quello di essere un perfezionista, mentre la più grande paura della mia vita l'ho vissuta dopo l'operazione al cuore".

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